LA PROVINCIA RILANCIA L'ETNA PER IL RICONOSCIMENTO DELL'UNESCO L'Etna ancora una volta protagonista. Fari puntati sul vulcano attivo più alto d'Europa al quale le istituzioni hanno rivolto da tempo l'attenzione per ottenere l'alto riconoscimento dell'Unesco di sito Patrimonio dell'Umanità. Un unicum che alterna paesaggi lunari a rigogliose radure di pini, faggete e vegetazione tipica del Mediterraneo; culla delle grandi civiltà greche e romane, meta ambita da studiosi e storici del settecento per le peculiarità del territorio e la spettacolarità eruttiva. Un vulcano che è diventato un marchio di riconoscimento grazie all'attività di sviluppo socio economico che ruota su di esso. Gli sforzi degli Enti - già da tempo a) lavoro per produrre gli atti formali di richiesta all'Unesco per far sì che l'Etna rientri nel circuito dei luoghi da preservare quale Patrimonio dell'Umanità - finalmente troveranno giuste risposte grazie all'impegno del sottosegretario ai Beni culturali, Nicola Bono, e di Ray Bondin, presidente del Comitato internazionale delle città e dei villaggi storici, esperto di patrimonio mondiale Unesco, che hanno sposato favorevolmente la causa. «E' importante fare convergere sulla tattica d'azione della Provincia, quella di altri Enti, le attività dei club service e delle associazioni culturali - ha dichiarato il presidente dell'Amministrazione provinciale, on. Raffaele Lombardo - per far sì che la richiesta sia forte e produca i risultati sperati. L'egida dell'Unesco permetterebbe al territorio etneo di valorizzare ulteriormente le produzioni locali e il turismo con ricadute positive in termini di sviluppo economico. Un po' il fenomeno che si è riscontrato per l'attribuzione del prestigioso titolo al Barocco del Val di Noto, ma anche alla villa del Casale di Piazza Armerina e alle Isole Eolie. Awiamo, quindi, ufficialmente all'Unesco la candidatura dell'Etna che sarà valorizzato in volano di iniziative e ricchezza e non più come semplice patrimonio immobile».