Nei nove mesi presenze a 4,4. Migliorano laguna e turismo fluviale All'ombra di Venezia c'è un movimento turistico in fermento, che si appoggia al capoluogo ma che comincia anche a brillare di luce propria. Danilo Lunardelli, assessore al turismo della provincia lagunare, snocciola subito alcuni numeri per far capire che c'è tutto un mondo al di là di piazza San Marco: su quasi 30 milioni di presenze annue sul territorio provinciale, 23 appartengono alle località balneari, soprattutto Bibione, Caorle, Jesolo e Cavallino. Abbiamo tutte le spiagge più importanti del Veneto', osserva Lunardelli, che è anche coordinatore per il Nord Italia del dipartimento turismo dell'Upi (Unione province italiane). E le cose stanno procedendo per il verso giusto: in provincia di Venezia, tra gennaio e settembre, gli arrivi sono cresciuti del 5,6 e le presenze del 4,4 rispetto a un anno fa. Segnali favorevoli anche per le spiagge, con un incremento del 2,5 di turisti e del 2,2 di pernottamenti. Il 2003 e il 2004 sono stati critici per il turismo balneare', precisa Lunardelli, con un forte calo dell'area di lingua tedesca. Quest'anno abbiamo un po' recuperato, soprattutto dalla seconda metà di luglio'. Lo stesso capoluogo sta vivendo un periodo felice: sempre a fine settembre, il centro storico ha registrato un 10,5 di arrivi e un 11,4 di presenze. Ma la sorpresa è venuta da Mestre-Marghera, dove i turisti sono saliti di sei punti percentuali, superando quota 900 mila, e i pernottamenti sono balzati del 14 a 1,75 milioni. Questo risultato è dovuto a una serie di politiche che abbiamo intrapreso', spiega l'assessore. Stiamo lavorando su un turismo di integrazione all'offerta della città di Venezia, che interessa la laguna e i fiumi attorno a Mestre e che comprende l'escursionismo ciclo-pedonale, la visita a musei minori e siti archeologici, per esempio a Torcello e Portogruaro'. In cantiere vi sono accordi con i tour operator mentre, al momento, gli stessi operatori possono attingere alle opportunità presentate in alcune guide e all'interno del sito internet www.turismo.venezia.it. Intanto sono nate tre nuove aziende attive nel turismo fluviale', aggiunge Lunardelli. Si può risalire fino a Padova, passando per la riviera del Brenta. È un turismo di nicchia, ma va a integrare l'offerta primaria. Inoltre non è soltanto un prolungamento della visita a Venezia, ma ci sono anche turisti che scelgono questi itinerari perché hanno già visto il capoluogo, oppure come alternativa per una vacanza di due-tre giorni'. Per sviluppare questo segmento, che le stime vedono in crescita del 4 nel 2006, Venezia agisce in sinergia con le province limitrofe. Si sta lavorando su un protocollo riguardante gli itinerari dei prodotti tipici, da quelli enogastronomici a quelli dell'artigianato. Insieme all'Apt entreremo nella seconda fase', conclude Lunardelli, quella degli accordi con i tour operator. Per il momento lavoriamo con la Fiavet e gli operatori locali'.