Maglia nera per abusi edilizi: «Il 2006 anno della legalità». Oltre diecimila casi accertati in un anno e Ruggeri ora promette «Basta con gli scempi» È diventata la capitale dell'abusivismo in Sardegna. Un triste primato per Quartu che risulta al terzo posto in Italia preceduta da città come Napoli e Gela. I casi accertati sono circa 10400 ma il fenomeno è in continua espansione. Alle promesse di condono del Governo seguono immediatamente le costruzioni e gli abusi di chi non crede più nella legalità con la certezza di restare impunito. Per il presidente del Gruppo di intervento giuridico e Amici della terra, Stefano Deliperi, la soluzione esiste: «Per affrontare il fenomeno - spiega - occorre acquisire al patrimonio comunale gli abusi edilizi riscontrati. Da dieci anni le ruspe della legalità hanno i motori spenti. Si deve intervenire in modo incisivo con la demolizione di quelle strutture abusive non compatibili con le norme di salvaguardia ambientale ». Negli ultimi anni l'amministrazione comunale ha dovuto combattere il fenomeno con un organico ridotto. Il sindaco Gigi Ruggeri è deciso: «Il 2006 sarà l'anno della legalità - spiega - non è possibile che il nostro territorio subisca lo sventramento e lo sfregio di gente senza scrupoli. Gli abusi realizzati davanti alle spiagge saranno i primi ad essere perseguiti. I costi per il risanamento sono a carico della collettività. Sono cresciuti a dismisura gli oneri economici collettivi per dotare dei necessari servizi (depurazione, acqua, energia elettrica, smaltimento rifiuti, scuole, ecc.) gli abusi condonati». Nel 2004 sono stati accertati ben 420 casi di abusivismo edilizio nel solo territorio comunale di Quartu S. Elena. Ancora nell'agosto 2005 sono stati riscontrati ben 25 casi di abusivismo edilizio totale nella zona costiera di Flumini. In questi ultimi mesi le strutture comunali hanno riscontrato 130 nuovi abusi edilizi, totali e parziali. «Purtroppo i dati non sono definitivi - continua il sindaco Ruggeri - abbiamo un numero notevole di abusi non censiti. Non esiste la cultura della legalità. In molti casi gli abusi sono successivi all'ultimo condono. Il nostro obiettivo è ripristinare la legalità. Non abbiamo paura di essere impopolari. Non scambiamo consenso, come qualcuno ha fatto negli anni scorsi, con promesse o patti scellerati con gli abusivi. Dove ci sono situazioni di reale bisogno cercheremo di trovare le soluzioni opportune. Ci sono le premesse per invertire la tendenza».
SARDEGNA: In crescita le costruzioni selvagge a Quartu
Il comune di Quartu S. Elena, in Sardegna, è considerato la capitale dell'abusivismo edilizio in Italia. Nel 2006 sono stati accertati oltre 10.400 casi di abusi, con il 25% situati nella zona costiera. Il sindaco Gigi Ruggeri promette di invertire la tendenza con la demolizione di strutture abusive e la perseguitazione di coloro che le realizzano. Il fenomeno è considerato un problema grave, con costi economici elevati per la collettività. Il sindaco spiega che non esiste la cultura della legalità e che gli abusi sono spesso successivi a condoni precedenti. La soluzione, secondo lui, è acquisire al patrimonio comunale gli abusi e intervenire con demolizioni e perquisizioni.
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