Parte la campagna pubblicitaria: bertule come puff e pappasinos formato pocket Vola via il Parco nazionale e quello regionale. Vola via il Gennargentu. Resta il Supramonte, un piano di marketing e comunicazione, tre comuni (su 24) e un marchio composto da tre bottoni dei "gambales" pastorali. Questa la fine della legge governativa 394 che scompare dalla scena della Barbagia, dell'Ogliastra e del Mandrolisai. Scaricando le batterie e la rabbia degli antiparco che ieri, ad Orgosolo in un auditorium con 500 persone, non hanno raccolto il consueto e tradizionale consenso. Anzi, qualcuno di loro, ha pure rischiato fischi e contestazioni. Addirittura il sindaco di Desulo e mezza giunta comunale di Fonni hanno contestato duramente l'esclusione e chiesto l'allargamento del progetto. DUE BOTTONI da aggiungere al marchiogambale. E il parco resta solo un consiglio: «Esiste già ed è quello delle terre concesse alla Regione, lì si può usare il termine parco consiglia il presidente Soru - oppure fare un parco a termine. Se dopo tre anni non vi interessa più, si cambia». Troppo brusio in sala e Soru riconquista gli applausi: «Non nascerà nessun Parco regionale e noi ci mettiamo comunque i soldi». Anzi, «a gratis», sottolinea, in sardo, il governatore. Insomma meglio il marchio, il marketing, i negozi bandiera e le mille suggestioni proiettate nella sala: pane carasau con airbag, pappasinos in formato "poket", flaconcini d'acquavite in stile postmoderno, bertule trasformate in pouf. Pura creatività dei due professionisti che hanno messo il fiocco, in 3D, ai più svariati prodotti del Supramonte. Senza dimenticare le strutture turistiche da non costruire. Meglio recuperare, riciclare e rimettere in sesto i ruderi: case cantoniere, casermette della forestale, ovili in pietra e ginepro. Questa la filosofia alternativa al parco con vincoli e centralità ministeriale: «Prima si partiva dal Parco per fare sviluppo locale, oggi si fa sviluppo locale per fare il Parco». Soru è convinto che saranno gli stessi paesi a chiedere un parco, «che ha meno vincoli rispetto alle terre demaniali che sono chiuse ». Capitale fermo, inutilizzato, da mettere in produzione secondo la filosofia imprenditoriale del governatore. I tre sindaci di Dorgali (Angelo Carta), Oliena (Francesco Capelli) e Orgosolo (Francesco Meloni) sono entusiasti e parlano di una svolta. Ai militanti antiparco resta il dubbio della fregat ura .o