Raccogliere informazioni certe sulla sorte del patrimonio culturale iracheno: e' l'obiettivo della prima missione italiana in Iraq dopo lo scoppio del conflitto, che partira' il 27 aprile per Baghdad e restera' fino al 2 maggio. Su incarico del ministro dei beni culturali Giuliano Urbani, il direttore generale del ministero Giuseppe Proietti, partira' per Baghdad con alcuni funzionari dei dicasteri per le Infrastrutture (per verificare l'assetto viario), dell'ambiente (reti idriche) e della Sanita' (soccorso sanitario ed epidemiologico). Per raggiungere l'obiettivo, si cerchera' di stabilire i rapporti con l'Ufficio per la ricostruzione e l'assistenza umanitaria coordinato dal generale J. Garner e ripristinare i rapporti con il Dipartimento alle Antichita' dell'Iraq. A meta' giugno ci sara' un'altra spedizione. Altro obiettivo, quello di delineare con le autorita' civili o militari sia americane sia irachene un ventaglio di primi possibili interventi da parte italiana. "L'Italia - dice il sottosegretario ai Beni Culturali Nicola Bono, che intende prendere parte alla missione di giugno - si candida a svolgere un ruolo leader per il recupero e restauro del patrimonio iracheno. Noi abbiamo il know how piu' indicato. Durante i bombardamenti l'unica missione rimasta nel paese era italiana", aggiunge riferendosi alla squadra di archeologi e tecnici del restauro che hanno lavorato nell'area dell'antica citta' di Ninive."Piu' avanti - afferma - ci auguriamo che la missione sia sotto l'egida dell'Onu e dell'Unesco". Intanto la prima necessita' e' raccogliere informazioni sul patrimonio iracheno: "Sappiamo che e' stata bombardata la biblioteca nazionale a Baghdad - spiega Proietti, che ha gia' preso parte a cinque missioni prima della guerra - Ma ad esempio non sappiamo nulla di certo sullo stato dei siti archeologici e sui materiali contenuti nel museo di Baghdad. Quando sono stato li' a fine gennaio, molti degli oggetti contenuti nelle vetrine del museo venivano riposti in casse, non so poi quale sia stata la loro sorte. Gia' nel '91, alcuni dei materiali piu' preziosi, ad esempio gli ori delle principesse di Nimrod, furono messi nel caveau della Banca Centrale, anche se allora Baghdad non fu occupata". Per Proietti, occorre pero' anche "verificare lo stato di conservazione e individuare gli interventi che l'Italia potra' fare nelle prossime settimane. Bisognera' poi vedere se sara' possibile muoversi in territorio iracheno. Spero che si possa arrivare fino a Mosul, al nord, e al sud, fino a Ur". Sara' anche necessario riavviare i contatti con i colleghi della struttura irachena, interrotti dalla guerra. "E' importante l'operativita' del dipartimento iracheno - dice Proietti - per consentire che almeno tornino ad essere presidiati i siti archeologici e monumentali piu' importanti del paese, con il contributo dell'Italia, che per prima si e' impegnata, e degli altri paesi occidentali". Proietti ricorda la disponibilita' di molti colleghi stranieri, da McGuire Gibson dell'Universita' di Chicago al direttore del British Museum, oltre a professori di universita' francesi, austriache e tedesche. Nel settore del patrimonio culturale l'Italia, dice Proietti, "gode di un indiscusso prestigio a livello mondiale, anche perche' abbiamo dovuto confrontarci con eventi catastrofici. L'Italia ha dovuto affinare le proprie tecniche di intervento per cui ora possiamo contare su una struttura che non ha eguali al mondo". Su una possibile missione del ministro Giuliano Urbani - che qualche giorno fa ha inviato una lettera a Berlusconi in cui, dice Proietti, ha chiesto "di farsi parte attiva perche' l'Italia fosse messa in grado di dare il suo contributo alla fase di ripristino delle condizioni di sicurezza del patrimonio iracheno" - il direttore generale del ministero afferma: "Il ministro piu' volte ha espresso la volonta' di recarsi in Iraq, anche in quanto studioso". Ma un'eventuale visita di Urbani e Bono dipendera' anche "dall'evoluzione della situazione politica e istituzionale". Prima della fase di ricostruzione, i primi interventi saranno finanziati dallo Stato italiano, afferma Proietti, "facendo conto sulle risorse ordinarie del ministero". E conclude annunciando che "sempre su disposizione di Urbani, stiamo approntando, in accordo con i sindacati, una squadra tecnica per gli interventi di prima urgenza in Iraq".(ANSA). MV
2542003 - Iraq: l'Italia in missione per salvare patrimonio
Il ministro dei beni culturali Giuliano Urbani ha inviato una lettera a Berlusconi chiedendo di partecipare attivamente alla fase di ripristino delle condizioni di sicurezza del patrimonio iracheno. Il direttore generale del ministero Giuseppe Proietti ha annunciato che la prima missione italiana in Iraq partirà il 27 aprile per Baghdad e resterà fino al 2 maggio. L'obiettivo della missione è raccogliere informazioni certe sulla sorte del patrimonio culturale iracheno.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo