EDILIZIA SELVAGGIA Immense colate di cemento potrebbero riversarsi sulle coste italiane. Immense ed invadenti, perchè non si tratta di qualche villetta familiare nei comuni che si affacciano sui litorali, ma di complessi elefantiaci nei tratti di demanio marittimo tra le zone abitate ed il mare. Vale a dire: gli scogli della Sardegna e le spiagge dell'Adriatico. È quanto prevede la legge finanziaria oggi in arrivo al Senato per il via libero definitivo: la possibilità di concedere il demanio pubblico per la costruzione di grandi insediamenti turistici, che abbiano cioè possibilità occupazionali superiori alle duecento unità. Il che "restringe" il campo a grandi alberghi e a grandi villaggi turistici. Immediato l'allarme delle Regioni, che per tutelare il territorio dall'ennesimo scempio promettono opposizioni e reazioni a trecentosessanta gradi. «È una vera e propria follia - spiega Enrico Paolini, coordinatore nazionale della Commissione Turismo e vicepresidente della Regione Abruzzo - in deroga a tutte le norme paesistiche ed urbanistiche attualmente vigenti. Si vuole utilizzare in modo vergognoso il demanio pubblico per pura speculazione edilizia». Una follia che non si giustifica con alcun fine occupazionale: «La norma è talmente generica che, allo stato attuale, basterebbe assumere duecento persone per il mese di agosto e poi licenziarle in massa a settembre per soddisfarne i requisiti. Tanto più che in un settore ad elevata stagionalità, nessun imprenditore assumerebbe a tempo indeterminato un tal numero di dipendenti». Ecco dunque la ratio della disposizione: non mettere limiti alle manie di grandezza degli immobiliaristi. «L'ultima bruttura di questo governo - continua Paolini - non si spiega nemmeno con il bisogno di far cassa delle finanze pubbliche, perchè nessuno dovrà pagare alcunchè per sfruttare il demanio marittimo. È una decisione che si spiega solo con la forzatura di alcune lobby imprenditoriali, che probabilmente hanno già individuato le aree da edificare e che, con questa legge finanziaria, si assicurano la possibilità di concludere i propri giochetti dove e come vogliono». Ma le Regioni annunciano battaglia: «Convocheremo il Coordinamento nazionale al turismo - conclude il vice presidente della Regione Abruzzo - per esprimere ferma condanna e per decidere ogni forma possibile di opposizione al provvedimento. Tutte le regioni sono concordi, anche le province autonome di Trento e Bolzano: non hanno il mare, ma sanno che una simile norma può aprire la strada a qualsiasi deroga ambientale, di mare o montagna si tratti». Sulla stessa linea è anche Legambiente: «È davvero grave aver mantenuto nella Finanziaria la norma che permette di fatto la svendita delle spiagge - ha commentato il presidente nazionale Roberto Della Seta - significa nella realtà svendere il patrimonio di tutti per il beneficio di pochi e permettere di continuare a costruire qualsiasi opera infrastrutturale sulle nostre coste già abbastanza antropizzate». Scelta coerente con i tagli alle risorse decisi dal governo: da 200 a 120 milioni di euro quelle per la difesa del suolo, da 50 a 30 quelle per gli interventi contro il rischio idrogeologico, da 14 a 8 milioni quelle per la bonifica dei siti inquinati. «Le forbici della Finanziaria 2006 - sottolinea Legambiente - tolgono fondi essenziali alle più importanti leggi per la tutela ambientale».
La protesta delle Regioni: giù le mani dalle spiagge. Una follia in deroga a tutte le norme urbanistiche
La legge finanziaria prevede la possibilità di concedere il demanio pubblico per la costruzione di grandi insediamenti turistici, con possibilità occupazionali superiori alle duecento unità. Le Regioni e Legambiente hanno espresso allarme per questa norma, che "restringe" il campo a grandi alberghi e villaggi turistici e potrebbe aprire la strada a deroghe ambientali. La norma è stata criticata per essere troppo generica e per permettere la costruzione di grandi complessi senza limiti alle manie di grandezza degli immobiliaristi. Le Regioni hanno promesso di opporsi a questa norma e di convocare il Coordinamento nazionale al turismo per esprimere ferma condanna.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo