A rischio gli affreschi di Santa Maria di Giano BISCEGLIE Ladri senza scrupoli, saccheggiano dimore antiche ma anche chiese. I pezzi più ricercati, oltre agli stemmi araldici, sono soprattutto le basole, ovvero le chianche levigate della pavimentazione, che vengono asportate e rimpiazzate nel fiorente mercato dell'antiquariato, dirette verso ville o strutture agrituristiche. L'ennesimo furto di basole questa volta è toccato alla storica chiesetta di Santa Maria di Giano, tra Bisceglie e Trani, dove qualche giorno fa i ladri lavorando col martello pneumatico hanno portato via nella notte quasi tutto il basolato, dall'ingresso fino all'altare. Se non fossero intervenute le guardie campestri, casualmente in perlustrazione nella zona, forse il danno sarebbe stato maggiore. Da molti anni, sia il parroco della chiesa dove si venera la Madonna contro la siccità e l'ernia dei bambini, che l'Archeoclub, avevano invocato la Curia, la Soprintendenza ed il Comune ad adoperarsi affinché fosse installato un impianto d'allarme. Non a caso era stato già asportato dall'architrave lo stemma araldico settecentesco del vescovo Antonio Pacecco, mai più rinvenuto. Ma è prevalsa l'indifferenza. È un miracolo che siano ancora salvi dai predatori gli importanti affreschi trecenteschi della chiesa di Santa Maria di Giano. Ma bisogna attendere l'irrimediabile per intervenire? Il prezioso ciclo di affreschi fu scoperto casualmente nel 1889, dopo la caduta di alcuni pezzi di intonaco. Sulla parete destra della chiesa si ammira la splendida «Dormitio Mariae» (dormizione o transito al cielo della Madonna secondo la concezione e l'arte bizantina). Ci sono poi il dittico di San Paolo apostolo (che rappresenta la teologia) con accanto Santa Caterina d'Alessandria (vergine cristiana martire del IV secolo, rappresenta la cultura umanistica); i dipinti murali raffiguranti l'apostolo San Giacomo con accanto San Nicola pellegrino (protettore della vicina Trani) e Santa Tecla; le immagini ieratiche in stile bizantino di San Felice vescovo (il suo nome è auspicio di felicità) e di San Donato vescovo (invocato per scongiurare il male dell'epilessia). Un tesoro di inestimabile valore, purtroppo in pericolo. Luca De Ceglia 30122005