Ieri aperti fino alle 23, oggi probabilmente chiusi. La Cnl-ministero Beni culturali fa sapere che molti musei statali della capitale potrebbero non essere completamente aperti. L'astensione dal lavoro è stata decisa una settimana fa a sostegno della vertenza per la regolarizzazione dei lavoratori precari e contro la privatizzazione nel settore. Oltre ai rappresentanti della Rdb potrebbero partecipare anche iscritti ai sindacati confederali che definendosi «disobbedienti» hanno dichiarato la loro intenzione di aderire allo sciopero. «Siamo iscritti a Cgil e Uil - spiegano Pino Zicarelli e Derres Araia - ma disobbediamo perché non siamo d'accordo con i nostri rappresentanti». L'ultimo eclatante esempio di «plateale demagogia» - è stato spiegato - è la «farsa» dell' ultima assemblea di Cgil-Cisl-Uil che «alle 14 vedeva i suoi leaders massimi nazionali prendere precisi impegni con i precari circa la firma dei progetti per aperture straordinarie solo dietro atto legislativo concreto ed approvato da parte del ministro e, come nelle loro migliori tradizioni, alle ore 18 invece li firmavano avendo ottenuto solo l' ennesima dichiarazione di buona volontà da parte del ministro Urbani, ovvero altra carta straccia priva di valore legale». Questa la posizione degli agguerriti sindacalisti. Per gli amanti dell'arte, che hanno potuto godere dei musei aperti ieri fino a tarda notte, invece oggi potrebbero esserci amare sorprese per esempio a Castel Sant'Angelo, alla Domus Aurea, a Palazzo Massimo e alle Terme di Diocleziano. Lo sciopero interesserà i servizi di vigilanza, di ruolo e a tempo determinato e gli assistenti tecnici museali a tempo determinato dalle 7 alle 20.