Rimborso anticipato di titoli per 2,958 miliardi utilizzando il conto di disponibilità Bankitalia ROMA - Per i conti pubblici 2005 sono giunte ieri due buone notizie in chiusura d'anno: il rimborso anticipato di titoli di Stato per 3 miliardi di euro circa, impiegando il Conto disponibilità per ridurre il debitoPil, e la pubblicazione in Gazzetta ufficiale dei decreti che autorizzano due operazioni di cessione di immobili pubblici per quasi un miliardo, al fine di migliorare il deficitPil, sostituendo la mancata vendita di 240 caserme della Difesa prevista nella Finanziaria di quest'anno che avrebbe dovuto fruttare fino a 1,3 miliardi (vedere il Sole-24 Ore di ieri). Tenuto conto che l'ultimo giorno del 2005 utile allo Stato per incassare è un pre-festivo (venerdì 30 dicembre) e che la prudenza ha consigliato di evitare il sovraffollamento di fine anno nel sistema dei pagamenti Target, la giornata di ieri è trascorsa con il tradizionale via-vai dei tecnici di Via XX Settembre per mettere a punto gli ultimi complessi dettagli delle operazioni in chiusura registrate dai tipografi della Gazzetta ufficiale. Inevitabile qualche coda: le firme di alcuni contratti di cessione degli immobili tra Fintecna e Agenzia del demanio è prevista questa mattina. Cala lo stock del debito. Per centrare l'obiettivo del debitoPil, che quest'anno dovrebbe salire al 108,2 contro il 106,6 del 2004, il Tesoro ha messo a segno in chiusura d'anno una serie di operazioni di riduzione dello stock del debito. L'ultima, per l'appunto, è la catena di buy-back chiusi il 22, 23, 27 e 28 dicembre per complessivi 2,958 miliardi di euro e resa nota ieri. Per questo riacquisto, via XX Settembre ha dovuto attingere alle eccedenze del Conto di disponibilità, una prassi tra l'altro consolidata, anche perché il fondo di ammortamento per la riduzione dei titoli di Stato è stato pressoché prosciugato lo scorso 15 dicembre per un maxi-rimborso a scadenza di BTp per 4,773 miliardi. Tra le operazioni che hanno contribuito a ridurre lo stock del debito pubblico a dicembre va ricordata la cartolarizzazione Inps6 da cinque miliardi di euro. Il Tesoro, inoltre, ha fatto sapere in ottobre di aver utilizzato il fondo di ammortamento per tre miliardi di euro, mentre in novembre l'uso delle eccedenze del Conto di disponibilità ha consentito il riacquisto di titoli di Stato per 726 milioni. Le ultime tantum salva-deficit. Il 2005 è l'ultimo anno per l'Italia contrassegnato con il disco verde dell'Ue che consente il ricorso alle una tantum per ridurre il deficitPil: il Governo italiano, infatti, si è impegnato con Bruxelles a tagliare le misure straordinarie sul deficit del 30 l'anno nel triennio 2003-2005. E di non farne più a partire dal 2006. La cessione di immobili pubblici ha dunque potuto tener banco in questa chiusura d'anno per l'ultima volta con obiettivo deficit. Così ieri Mef, Agenzia del demanio, Fintecna e le banche Bnl, Banca Intesa e Morgan Stanley arranger del fondo PatrimonioUno hanno finalizzato gli ultimi dettagli di due operazioni di dismissioni di proprietà immobili pubbliche per un totale che non arriva ai mille milioni di euro. Fintecna acquisterà 23 immobili dall'Agenzia del demanio per una cifra che dovrebbe aggirarsi attorno ai 400 milioni di euro (vedere il Sole 24 Ore del 21 dicembre). E gli arranger del fondo sottoscriveranno a fermo e con sconto le quote di PatrimonioUno, finanziando con un prestito la rimanente parte di debito e staccando un assegno per lo Stato per meno di 800 milioni di euro. Questo incasso per lo Stato con vendite di immobili non deve essere frainteso con una vera e propria correzione dei conti pubblici, né tantomeno con una "manovrina extra": piuttosto il Mef ha dovuto sostituire, sia pur con un certo affanno, la mancata realizzazione della vendita di 240 caserme della Difesa inclusa nella Finanziaria 2005, per la quale era previsto il coinvolgimento della Cassa depositi e prestiti. La Cdp, in realtà, è pronta da tempo: ha istituito lo scorso maggio la Dgsps (Direzione gestione e supporto politiche di sviluppo) con il compito di realizzare le iniziative di finanziamento a sostegno delle politiche di sviluppo demandate alla Cassa dal legislatore. Questa nuova direzione gestisce anche i fondi per la dismissione immobili della Difesa: si occuperà della concessione di anticipazioni finanziarie pari al valore degli immobili in uso alla Difesa da dismettere per mezzo del Demanio per un importo tra 954 e 1.357 milioni così come stabilito dalla Finanziaria 2005. La vendita delle 240 caserme relativamente a questa cessione non è stata fatta perché gli immobili non sono stati "valorizzati" per tempo: secondo fonti bene informate, molte caserme in vendita si sono rivelate addirittura non accatastate. Dunque invendibili. Il 2005 si chiude senza il lancio della terza cartolarizzazione su cessione di immobili, Scip3, programmata dal Tesoro per velocizzare la vendita delle unità residenziali della Difesa agli inquilini. Resta da vedere se questa securitization riuscirà a vedere la luce l'anno prossimo. Nel 2006 l'attività di alienazione, razionalizzazione e valorizzazione immobiliare dello Stato non si arresterà comunque perché l'ultima Finanziaria ha stabilito che gli incassi provenienti dalla cessione di immobili pubblici confluiranno nel fondo di ammortamento per i titoli di Stato per ridurre il debitoPil.