Babele 2006 si potrebbero soprannominare i Giochi olimpici invernali di Torino 2006. È difatti sempre più incomprensibile la lingua che si parla a proposito dei conti del Toroc, rigorosamente in rosso e non perché siamo in periodo natalizio. Pochi giorni fa mancavano circa 40 milioni di euro, ora sono arrivate le sponsorizzazioni della regione (20 milioni) e quella di Aem Torino (5 milioni) e sempre 41 milioni mancano alle casse del comitato organizzatore. Le ragioni sono variegate, si va dall'aumento dei costi a competenze ritornate sui tavoli del Toroc dopo che il governo non ha inserito nella Finanziaria uno stanziamento di 64 milioni a favore dei Giochi, deliberando solo dopo un Gratta e vinci' olimpico che porterà circa 20 milioni. Una questione quanto mai articolata cui però gli enti locali sembrano aver trovato una soluzione, che dovrebbe evitare il commissariamento del comitato organizzatore. Come già anticipato da ItaliaOggi nei giorni scorsi, viene oggi ratificato dalla giunta comunale di Torino l'accordo con provincia e regione per la creazione di una società che dovrà valorizzare tutto il patrimonio immobiliare post olimpico. Tale società si farà garante per i debiti del Toroc al consiglio di amministrazione del prossimo 10 gennaio. Una sorta di pagherò', che potrà essere assolto accendendo dei mutui o vendendo una parte degli immobili. Tra i 70 siti olimpici, in caso di vendita, quello più gettonato è uno dei cinque lotti del villaggio atleti del Moi, unico di proprietà esclusiva del comune. Si tratta di 13 delle 39 palazzine site negli ex Mercati generali. Le altre 26 saranno divise tra l'Arpa regionale e l'edilizia popolare con alloggi da 60-80-90 metri quadrati. Quelle che si possono vendere dovevano essere una specie di foresteria in occasione di grandi eventi ospitati a Torino. Si tratta di 250 mini-alloggi il cui valore stimato è di circa 60 milioni di euro, più che sufficienti a coprire il deficit. Il problema sta però nella fattibilità di questa ipotesi varata dagli enti locali. Poiché il Toroc è un ente di diritto privato essendo una fondazione, ma i suoi debiti sarebbero a quel punto pagati da enti pubblici. Spetterà quindi ai consiglieri e soprattutto ai revisori dei conti verificare contorni legali ed economici. Se la proposta sarà accettata si potrà approvare il bilancio preventivo del 2006, altrimenti scatterà il commissariamento. Uno scenario che si vuole evitare a tutti i costi, poiché sarebbe uno smacco per un'Olimpiade altrimenti perfettamente organizzata: lo dimostrano gli impianti finiti 50 giorni prima dell'accensione del braciere il 10 febbraio nel rinnovato stadio comunale. Proprio l'impianto che ospiterà le cerimonie di apertura e chiusura dei Giochi potrebbe anche essere venduto dal comune, ma in questo caso, come per il PalaIsozaki o il Palavela, ci si scontra con una redditività a lungo termine, mentre la vendita di alloggi porta a una remunerazione immediata. Che è ciò che serve al Toroc, che il 26 febbraio avrà concluso la sua missione
TORINO 2006 Giochi, intesa sugli immobili. Sarà creata società per valorizzare il patrimonio
Il comitato organizzatore dei Giochi olimpici di Torino 2006, noto come Toroc, si trova in difficoltà finanziarie. I conti del Toroc sono in rosso, con un deficit di circa 41 milioni di euro. Le ragioni sono variegate, tra cui l'aumento dei costi e la mancanza di un stanziamento di 64 milioni nel bilancio del governo. Gli enti locali hanno trovato una soluzione, creando una società che valorizzerà il patrimonio immobiliare post-olimpico. La società si farà garante per i debiti del Toroc e potrà vendere i siti olimpici per coprire il deficit. Tra i siti olimpici, quello del villaggio atleti del Moi è uno dei più gettonati.
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