Presto al via il Centro regionale di tutela del patrimonio culturale gestito dagli uomini dell'Arma Nelle Marche si passa dai 96 saccheggi del 2000 ai 58 di quest'anno ANCONA - Giù le mani dalle opere d'arte. Altro che slogan, è un dato di fatto che dal Nord al Sud della Penisola, senza dimenticare le Marche, dà scacco matto ai ladri a cinque stelle. Le cifre sono da missione compiuta: in cinque anni, dal 2000 al 2005 tela più tela meno, i furti d'arte sono pressoché dimezzati. E nella regione dove Raffaello è di casa e ad ogni angolo c'è una chiesa che vale uno scrigno la cifra non tradisce la media nazionale. Scorriamo la classifica che vede svettare il Piemonte, che da 418 colpi passa a 192: a circa metà del guado eccoci con i 96 "saccheggi" del 2000 e i 58 di quest'anno. Dai palazzi dell'Arma escono anche le coordinate di un fenomeno che non ha mai fatto allarme: la provincia più colpita è quella di Ascoli. Ancora qualche particolare di cronaca: nel 2005 nelle Marche sono state 34 le segnalazioni; i colpi maggiori si sono verificati ad Ascoli, dove il 21 gennaio di un anno fa un ricco bottino di mobili antichi, armi da collezione e oggetti sacri hanno fatto scattare tre denunce; poi c'è Senigallia dove il 25 febbraio scorso è stato messo a segno un colpo da 80 mila euro; ad Ancona, Ascoli, Pesaro, e Urbino a fine febbraio è stato scoperto un traffico di oggetti antichi di vario genere e sono state denunciate 15 persone. E per chiudere la serie puntiamo i riflettori su Recanati: qui il 7 luglio tre persone sono state arrestate e una è stata segnalata per il furto di una serie di tele. Colpi e contraccolpi (tra denunce e arresti) che dimostrano come nelle Marche l'arte più che trafugata è sotto stretta sorveglianza. E con l'anno che verrà il giro di vite sarà ancora più stretto visto che entro la primavera del 2006 ad Ancona, in uno stabile della sovrintendenza, verrà aperto il Centro regionale di tutela del patrimonio culturale. Un centro che vedrà schierati in prima fila più che mai gli uomini dell'Arma. Dal particolare torniamo al generale. Torniamo sulla scena nazionale per ribadire che negli ultimi cinque anni i furti di opere d'arte si sono dimezzati. Anno dopo anno, però, il Piemonte rimane in testa alla classifica delle regioni più derubate, seguito da Lazio e Lombardia. A rivelarlo sono i dati raccolti dai carabinieri per la tutela del patrimonio culturale, che indicano nella Valle d'Aosta, la regione meno ambita dai ladri d'arte. Mentre dalla top ten 2005 esce l'Umbria, superata negli ultimi due anni dalla Liguria. Quasi 2300 nel Duemila (2267), i furti di opere d'arte denunciati in tutta Italia sono calati progressivamente in cinque anni fino a diventare quest'anno 1127. Una domanda sorge spontanea: perché i ladri d'arte sembrano accanirsi di più su regioni come il Piemonte, la Lombardia, il Lazio, la Toscana? I motivi possono essere diversi, spiega il comandante dei carabinieri per la tutela dei Beni culturali Ugo Zottin. "Partendo da una premessa necessaria, e cioè che i dati a nostra disposizione riguardano per forza di cose i furti denunciati - spiega - bisogna considerare che le regioni più bersagliate sono anche fra le più grandi. Zone per di più dove il mercato antiquario è particolarmente vivace e dove forse anche per questo operano gruppi criminali specializzati in questo settore". Ma non solo: "Per alcune di queste regioni, come il Piemonte e la Lombardia - continua - conta e non poco anche il fatto di essere di frontiera, per cui è più facile esportare all'estero gli oggetti rubati". A far crescere il numero dei furti c'è anche la nota dolente delle chiese, spesso per forza di cose poco protette e quindi più esposte a furti e sparizioni, ma soprattutto ricche di un patrimonio di beni in gran parte ancora non catalogato. Ancora qualche cifra: in cinque anni, i furti a danno delle chiese sono stati in tutto il territorio italiano ben 3588, 452 nel solo 2005. Molti di meno rispetto ai 770 del 2000, certo, "ma è un dato che ci preoccupa comunque - fa notare Zottin - anche se stiamo mettendo a punto con le autorità ecclesiastiche un piano per migliorare sicurezza e prevenzione". REDAZIONALE stampa l'articolo invia ad un amico e-mail : infocorriereadriaticonline.it
Quando è d'arte il furto si dimezza
Il Centro regionale di tutela del patrimonio culturale delle Marche è pronto al via. I furti d'arte sono pressoché dimezzati in cinque anni, dal 2000 al 2005. La provincia più colpita è Ascoli, dove sono state 34 le segnalazioni. Nel 2005, le Marche hanno registrato 34 segnalazioni, mentre ad Ascoli sono stati denunciati tre colpi di mano. Nel 2005, il traffico di oggetti antichi è stato scoperto ad Ancona, Ascoli, Pesaro e Urbino. A fine febbraio, sono state denunciate 15 persone. Il Centro regionale di tutela del patrimonio culturale delle Marche sarà aperto ad Ancona in primavera.
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