MANOVRE L'operazione riguarderà anche l'invenduto delle Scip e sedi non strumentali di alcuni ministeri Fintecna e il nuovo fondo Patrimonio 1 verseranno un miliardo al Tesoro Scatta l'ultima manovrina del 2005. Ieri il consiglio d'amministrazione di Fintecna ha approvato l'acquisizione di uno stock di immobili individuati dal Demanio che porteranno sui bilanci pubblici un attivo di 400 milioni. Contemporaneamente è in partenza il fondo immobiliare «Patrimonio 1» (varato con la finanziaria 2005) che acquisterà altri beni per un valore di circa 600 milioni. Complessivamente, quindi, si metterà in cassa un miliardo di euro per consentire all'Italia di centrare il target di deficit concordato con l'Europa: il 4,3. Quel miliardo non è altro che la cifra che Giulio Tremonti decise di lasciare nel tendenziale 2006 dei 6 miliardi di cessioni immobiliari «nascoste» e rilevate dalla Commissione europea. Gli altri 5 miliardi sono stati reperiti attraverso una nuova manovra inserita poi nel decreto collegato e nella finanziaria 2006. Il fatto è che, almeno per il caso di Fintecna, si ripronone la solita partita di giro (già utilizzata altre due volte) dello Stato che vende a se stesso. È un'operazione contabile che lascia pesanti incognite sul livello effettivo del deficit. I 22 immobili che saranno ceduti alla società pubblica fanno parte dell'invenduto delle altre operazioni immobiliari avviate in questi anni proprio da Tremonti. In altre parole, delle ormai famose Scip 2 e 3 che ancora si ritrovano a metà del guado. Si tratta di immobili tutti alienabiuli, quindi, con destinazione privatistica. Fintecna aveva già acquisito con il decreto di Natale del 2002 le strutture delle manifatture Tabacchi, le torri dell'Eur ed altre strutture per un valore pari a 500 milioni. Sempre la società controllata al 100 dal Tesoro (ma collocata fuori dalla pubblica amministrazione grazie alla sua attività completamente market) acquisì un altro gruppo di edifici un anno più tardi per un valore di 300 milioni. Con l'operazione di questi giorni (tutti i passaggi dovranno concludersi entro il 31 dicembre) si arriva quindi a un miliardo e 200 milioni passati di mano da Fintecna allo Stato. Quanto a Patrimonio 1, il fondo sarà collocato esclusivamente presso investitori istituzionali. Nel fondo confluiranno immobili vanduti dallo Stato per poi essere riaffittati, seguendo il modello già utilizzato per molti uffici e sedi strumentali di alcuni enti previdenziali. In quest'ultimo caso vengono ceduti a patrimonio 1 immobili dei ministeri dell'Interno e dell'Economia, dell'Agenzia delle Entrate. Circa il 40 del portafoglio del fondo, però, sarà costituita da edifici ad uso non strumentale: unità commerciali degli enti previdenziali (sempre Inps, Inail e Inpdap) e Coni servizi. Il valore complessivo dovrebbe arrivare a 800 milioni di euro, per un valore netto di 600milioni. Ancora nulla di fatto, invece, per la cessione delle caserme prevista dalla finanziaria 2005 che cvrebbe dovuto portare nelle casse dello Stato 1,3 miliardi di euro. L'operazione è stata rinviata tutta al 2006. La Finanziaria Tremonti prevedeva in origine cessioni immobiliari per 3 miliardi da destinare all'agenda di Lisbona. Dopo un confronto con l'Ue, però, si è deciso di destinare tutti gli incassi da immobili alla riduzione del debito pubblico.
Vendite immobiliari per fermare il disavanzo 2005
Il governo italiano ha deciso di vendere alcuni immobili al fondo immobiliare Patrimonio 1, che sarà collocato presso investitori istituzionali. L'operazione, che porterà un miliardo di euro nelle casse dello Stato, è parte di un piano per ridurre il deficit pubblico. Il governo ha già venduto altri immobili al fondo in passato, e l'operazione è stata approvata dal consiglio d'amministrazione di Fintecna, una società controllata dal Tesoro. Il fondo immobiliare Patrimonio 1 acquisterà immobili di diversi ministeri, tra cui l'Interno e dell'Economia, e li riaffitterà. L'operazione è stata prevista dalla finanziaria 2005, ma è stata rinviata al 2006.
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