ROMA - Ok ai dispositivi d'allarme. Ma la prima cosa per proteggere le opere d'arte, soprattutto se di proprietà di privati o delle chiese, è la loro schedatura, non importa se artigianale. A ricordarlo sono i carabinieri per la tutela dei Beni Culturali, che proprio in questi giorni stanno avviando un lavoro di potenziamento della loro banca dati. E che una volta di più mettono in guardia contro la possibilità di acquisti incauti. Mentre lanciano il loro appello: «Fotografate i vostri preziosi, schedateli con la maggiore precisione possibile, e la prima garanzia per ritrovarli». Che sia il cassettone primo Ottocento della nonna o quel dipinto d'epoca comperato tanti anni fa in uno sperduto negozietto al quale non avete chiesto la certificazione, la questione non cambia: «Se non lo avete già fatto, procuratevi subito una macchina fotografica, un metro e un quadernetto - raccomanda il comandante dei carabinieri Tpt, generale Ugo Zottin - e costruite la carta d'identità del vostro oggetto prezioso». Prima cosa la fotografia, dunque, o meglio anche più d'una, per evidenziare i particolari se si tratta di un dipinto, per cogliere tutti i lati se si tratta di una scultura o di un altro oggetto di fattura artistica. Poi le misure, da annotare sul quadernetto insieme con tutto quello che può aiutare a ricostruire l'identità dell'oggetto, epoca, provenienza, caratteristiche. «Per un dipinto ad esempio è importante anche segnalare le eventuali cadute di colore, le scrostature - suggerisce il generale - e tutti quelli che possono essere i segni particolari dell'opera». Infine, se si tratta di un oggetto comperato, è bene accludere la documentazione d'acquisto. Nel malaugurato caso di un furto sarà più facile per le forze dell'ordine recuperare l'oggetto e soprattutto più agevole, per il legittimo proprietario, rientrarne in possesso, anche se dall'epoca del furto sono passati anni e anni. Una serie di raccomandazioni, ricorda l'investigatore, che sono state ripetute in questi anni anche ai responsabili delle diocesi, ai parroci: «In attesa che sia completata la catalogazione dei beni ecclesiastici avviata sei anni fa dalla Cei insieme con lo stato Italiano - dice Zottin - il fai da te della schedatura è fondamentale anche per le chiese».
Privati e parroci, schedate tutto
I carabinieri per la tutela dei Beni Culturali stanno avviando un lavoro di potenziamento della loro banca dati e lanciano un appello a tutti per la schedatura degli oggetti d'arte e di proprietà privata o ecclesiastica. La schedatura è fondamentale per proteggere le opere d'arte e per facilitare la loro restituzione in caso di furto. I carabinieri raccomandano di fotografare gli oggetti con precisione, misurare e annotare le caratteristiche, come la provenienza e l'epoca, e di accludere la documentazione d'acquisto se si tratta di un oggetto comperato. La schedatura è particolarmente importante per le chiese e per i dipinti, dove è necessario segnalare le cadute di colore e le scrostature.
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