Baghdad e Firenze: due capitali della cultura gemellate nella distruzione - per mano dell'uomo o della natura - ma anche nella ricostruzione. Il lavoro di cinque bibliotecari iracheni; giunti in Italiani nei giorni scorsi, unirà idealmente le Biblioteche nazionali di Firenze e di Baghdad. Quarant'anni fa il capoluogo toscano rimase vittima della piena dell'Arno; la Biblioteca nazionale, a un passo dal fiume, fu duramente colpita. Nell'aprile del 2003 fu invece la biblioteca della capitale irachena a rimanere danneggiata e a subire gravi saccheggi durante l'assedio della città. L'arte del restauro librario, che quattro decenni fa salvo gran parte delle opere della biblioteca fiorentina, sarà adesso trasmessa ai cinque iracheni che per tre mesi saranno ospitati a' Firenze: il progetto contribuirà al recupero dell'immenso patrimonio della biblioteca e degli archivi nazionali di Baghdad. I corsi di formazione organizzati dalla Biblioteca nazionale centrale di Firenze intendono creare in Iraq un laboratorio di restauro, conservazione e rilegatura dei volumi e fornire gli strumenti necessari per il sito Internet e il catalogo ordine della biblioteca irachena. Il progetto "La casa dei libri di Baghdad", è realizzato dall'ong Un ponte per con il contributo della Regione Toscana. Il patrimonio della biblioteca e degli archivi centrali di Baghdad è stato in gran parte disperso: si stima che sia andato distrutto il 25 per cento del patrimonio librario e delle riviste, il 60 per cento degli archivi nazionali e la quasi totalità delle collezioni di fotografie e mappe storiche. Tra le opere perdute ci sono antiche edizioni delle Mille e una notte, trattati filosofici di Avicenna e Averroé antichi manoscritti di Aristotele e gli studi matematici di Ornar Khayyam. Milioni di documenti, un patrimonio culturale inestimabile. «Prima dello scoppio delle ostilità - ha spiegato Mazen Asmil, il direttore degli archivi nazionali iracheni appena giunto a Firenze - molti bibliotecari cercarono di mettere in salvo quanti più volumi possibile. Ma durante la battaglia molti combattenti stranieri dettero deliberatamente fuoco alle sale della biblioteca bruciando moltissimi libri. Alcuni furono salvati solo grazie alla caparbietà di alcuni bibliotecari e impiegati, che li trasferirono prima dell'inizio della guerra in un deposito e li sorvegliarono giorno e notte, a rischio anche della propria vita». Insieme a Mazen sono giunti nel capoluogo toscano anche alcuni tra i più preziosi volumi danneggiati a Baghdad: ancora bagnati, danneggiati dall'acqua usata per spegnere gli incendi o causata dagli allagamenti dovuti alla rottura dei tubi negli scantinati. E Antonia Ida Fontana, direttrice della Biblioteca nazionale di Firenze, ha ricordato come il laboratorio di restauro sia nato proprio grazie alla collaborazione di colleghi provenienti da tutto il mondo dopo l'alluvione del 1966. Al gruppo di iracheni saranno insegnate proprio le procedure utilizzate allora, come la surgelazione e la successiva, liofilizzazione dei volumi per riportarli integri alla condizione asciutta e procedere in seguito alla fase vera e s propria di restauro. In riva all'Arno tutti i soggetti coinvolti sono convinti che la collaborazione culturale sia uno dei maggiori veicoli per la promozione di una cultura di pace: «L'alluvione di Baghdad è stata più brutta di quella di Firenze perché ha seminato odio - ha , spiegato l'assessore alla cooperazione della Toscana, Massimo Toschi - il nostro compito è anche contribuire a disperdere quell'odio perché il futuro dell'Iraq è anche il nostro. Credo che sia giusto ritirare i nostri soldati il più rapidamente possibile, ma allo stesso tempo credo che non si possa abbandonare il Paese adesso. Per questo è importante aiutarlo con operazioni che puntano sulla cultura e sulla valorizzazione del patrimonio».
Il ponte delle biblioteche
In Italia, cinque bibliotecari iracheni sono arrivati a Firenze per lavorare insieme ai colleghi italiani nella Biblioteca nazionale centrale. Il progetto "La casa dei libri di Baghdad" mira a ricostruire il patrimonio librario e degli archivi nazionali di Baghdad, danneggiati durante l'assedio della città nel 2003. I cinque iracheni saranno formati in Italia e poi ritornaranno in Iraq per lavorare nel laboratorio di restauro e conservazione dei volumi. Il progetto è realizzato dall'ONG Un ponte per con e dalla Regione Toscana. Il patrimonio della biblioteca di Baghdad è stato gravemente danneggiato, con la perdita di oltre il 25% del patrimonio librario e del 60% degli archivi nazionali.
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