Pompei. «L'apertura straordinaria di Natale dell'area archeologica ha consentito a più di cinquemila visitatori di apprezzare i monumenti vesuviani», per il sovrintendente Pietro Giovanni Guzzo è tempo di bilanci: «Non sappiamo se questo numero costituisce un primato positivo, quello che ci interessa è che l'apertura nei giorni di festa, dovuta anche alla collaborazione con la Regione, ha permesso una altrettanto straordinaria affluenza di visitatori, per i quali ci auguriamo che la visita sia stata piacevole nonostante il cattivo tempo e per i quali ci impegniamo a continuare nell'attività di restauro e valorizzazione utilizzando le risorse finanziarie a nostra disposizione». Con l'ultimo dato sulle affluenze all'area archeologica si completa il quadro di un anno tutto in salita e che ha posto gli scavi al terzo posto dei siti più visitati dopo il Colosseo e il Palatino che, fino a novembre, avevano fatto registrare 3 milioni e 700mila visitatori incassando oltre 22 milioni di euro. Pompei ha ricevuto, invece, oltre due milioni e mezzo di turisti con un incasso di circa 17 milioni. Un successo, quello riscosso dalla città sepolta dall'eruzione del 79 d.C, che va ascritto anche all'imponente 'macchina promozionale messa su dalla sovrintendenza e che ha portato in giro per il mondo l'immagine degli scavi. E tra le iniziative destinate ai visitatori nella stagione invernale continua quella dedicata a «Le stagioni nell'antica Pompei. L'inverno; Pompei romantica», curata dal laboratorio di ricerche applicate diretto dalla dottoressa Annamaria Ciarallo. Nel termopolio annesso alla Casa di Sallustio, cuore del percorso, è allestita un'esposizione di prodotti della terra nel periodo invernale; si tratta di un vero e proprio percorso storico-scientifico che serve anche a conoscere le tecniche di conservazione dei cibi nell'antichità. Altra proposta è il percorso letterario che comprende la piazza del Foro e la villa di Diomede, che segnava all'epoca l'ingresso agli scavi, e porterà il visitatore nei luoghi più citati dagli scrittori. «L'obiettivo dell'iniziativa - spiega il soprintendente Guzzo - è far rivivere al turista contemporaneo i sentimenti che al viaggiatore dell'epoca suscitava la visita nella città appena tornata allaluce, mettendo a confronto i luoghi come oggi appaiono con la descrizione degli scrittori e le immagini del tempo». Nella casa di Sallustio, che era una delle mete obbligate dei viaggiatori romantici, è allestita una piccola mostra, dal titolo «Le rovine nei racconti». Per accompagnare il visitatore e fargli rivivere le sensazioni che provarono i protagonisti del Grand Tour sono riproposte anche alcune pietanze realizzate con le ricette recuperate appunto dai romanzi e ormai andati completamente in disuso come, ad esempio, i rosoli citati nella letteratura romantica. «Sono iniziative simili - spiega Guzzo - che rendono Pompei sempre più interessante agli occhi del mondo. L'anno si chiude in bellezza, anche, per Ercolano che, con i suoi circa trecentomila visitatori, ha registrato un aumento del quindici per cento rispetto agli anni scorsi. Proprio per incentivare le visite a Ercolano la soprintendenza sta puntando sulla promozione all'estero. Il tour è partito dalla Germania dove è stata allestita una mostra su «Le ultime ore di Ercolano». Il Westfalisches Romermuseum di Haltern, il Pergamonmuseum di Berlin, il Focke Museum di Bremen e Archaologische Staatssammlung di Munich, d'intesa con la soprintendenza archeologica di Pompei e quella di Napoli e Caserta, ospiteranno l'esposizione fino a ottobre 2006. «La mostra - spiega il sovrintendente Guzzo - presenta al pubblico tedesco i risultati della ricerca sull'antica Ercolano. L'articolazione dell'esposizione illustra sia la storia dell'eruzione che quella degli scavi, entrambe eccezionali nel panorama archeologico per le notizie che si possono trarre circa la vita quotidiana, privata e pubblica, in una città dell'Italia romana nel I secolo dell'Impero».