La Galleria nazionale d'arte moderna chiude il 2005 con un successo di pubblico che ha registrato un incremento di ingressi del 50 rispetto all'anno precedente, pari a 150mila visitatori. «Tutto merito della Quadriennale - dichiara la soprintendente Maria Vittoria Marini Garelli - e soprattutto della retrospettiva su Giovanni Boldini». E per il 2006 già fervono i preparativi con un cartellone di esposizioni che spaziano nel contemporaneo italiano. Dopo le mostre invernali dedicate agli ambienti del «Gruppo T», ai «Surrealisti italiani» e a Domenico Morelli, dal primo marzo si apre la nuova stagione della Gnam con la supercolletliva «Saranno famosi»: «Un piccolo grande evento per le nostre sale - dice la Clarelli - perché per la prima volta raccogliamo insieme tutte le opere di artisti italiani che tra gli anni Cinquanta e Sessanta vinsero il cosiddetto "premio di incoraggiamento" istituito dalla pubblica amministrazione. Un riconoscimento che venne istituito nel '41 ed ebbe il suo momento d'oro per la diffusione e l'ampia partecipazione, tra il '50 e il '64, quando ci fu l'ultima edizione. Ne furono protagonisti tutti i grandi, o meglio, coloro che poi sarebbero diventali grandi, e che, forse, in qualche modo ne vennero avviati ad una fulgida carriera, come Schifano, Ceroli, Tano festa, Uncini, Novelli». Aseguire, dal 15 maggio, l'antologica completa dedicata a Galileo Chini, uno dei più raffinati e innovativi maestri dell'Art nouveau italiana. «Mentre Roma celebra la sua designazione a capitale dell'editoria e della lettura - anticipa Claretti - noi apriamo una grande mostra sui libri d'artista, con esemplari di tutti i grandi artisti contemporanei che hanno sperimentato questo genere creativo, con esemplari a volte preziosi, altre divertenti e goliardici. Una prima assoluta per la Galleria». E per il prossimo inverno, la Gnam lancia una prima collaborazione con il Maxxi, il Museo per le arti del ventunesimo secolo, nello specifico col dipartimento architettura: «Ospiteremo due mostre di architettura, dedicate a Enrico Del Debbio e Adolf Loos.