Alcuni giorni fa, recensendo sulle pagine romane del Corriere della Sera lo spettacolo Morte per acqua di Paolo Mazzarelli, tratto da La terra desolata di Eliot, chiedevo come fosse possibile che un teatro d'un qualche prestigio come il Css di Udine mandasse in giro per il mondo un simile prodotto, così scadente. In una lunga lettera, il presidente del Css Alberto Bevilacqua opina che «ponendo in relazione la qualità di un'opera d'arte con gli sprechi di denaro pubblico» io abbia quasi giustificato i tagli al Fus, il contributo che il ministero riserva, tra l'altro, al teatro di prosa. Ebbene, il problema è proprio questo. Se è difficile riconoscere un'opera d'arte, è con ogni evidenza impossibile stabilire a priori che cosa lo sìa. In questo seiiso, Bevilacqua ha ragione. Ma è una parte di ragione, è una ragione facile. Il difficile viene dopo. A Bevilacqua, e ai responsabili dei teatri sovvenzionati, spetta il compito dell'oculatezza, della buona gestione. Morte per acqua non solo non è un'opera d'arte, ma non vi si avvicina neppure un poco. Si può rischiare, è giusto rischiare (Mazzarelli è un giovane regista il quale ha scritto una ancor pìù lunga lettera in cui condanna la mia «violenza» e quello che, secondo lui, è un esercizio di «potere»). E si può sbagliare, questo è possibile. Ma perseverare è diabolico. Chiedevo nell'articolo: non solo lo spettacolo è stato prodotto, è stato anche visto e con ogni evidenza giustificato o addirittura lodato, dal momento che ci si è adoperati per la sua esportazione; e poi: a che titolo un teatro come l'India di Roma ha ospitato uno spettacolo del genere, per quali meriti? Se i tagli al Fus sono una sciagura italiana, sciagura non minore è che del poco che resta si faccia cattivo e lamentevole uso. Al contrario, è proprio nelle difficoltà che le vìttime della politica governativa dovrebbero dare il meglio di sé.
I tagli allo spettacolo e le altre sciagure
Il Corriere della Sera ha recensito lo spettacolo "Morte per acqua" di Paolo Mazzarelli, tratto da "La terra desolata" di Eliot, al Css di Udine. Il presidente del Css, Alberto Bevilacqua, ha risposto con una lettera in cui sostiene che il teatro abbia fatto un errore nel produrre un simile prodotto. Bevilacqua afferma che la qualità di un'opera d'arte non può essere misurata solo con la qualità del prodotto, ma anche con la gestione e la buona gestione dei fondi.
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