Presentate le osservazioni. E intanto il Tar rinvia al 13 gennaio l'esame delle richieste di sospensiva della delibera del Ppe zona B Un altro progetto di trasformazione del capoluogo fa discutere. Dopo le polemiche sui project del Matusa-Casaleno e del parcheggio pluripiano di viale Mazzini, adesso rischia di scoppiare un caso anche sul progetto di riqualificazione dell'ex carcere di piazza Risorgimento. A schierarsi contro questo piano di recupero che prevede la demolizione dell'immobile storico e la rotazione di 180 gradi dell'attuale fabbricato per costruire un palazzo ex novo, è la Confesercenti, l'associazione dei commercianti, che ha presentato le uniche osservazioni al piano. Secondo l'associazione, l'area oggetto del piano Attuativo di Recupero non è ricompressa nella individuazione delle zone di recupero del patrimonio edilizio esistente: il Comune ha approvato dagli inizi anni '80 un regolamento che prevede il recupero del patrimonio edilizio solo nelle zone B e C (parte bassa della città) e non in quella A (centro storico) di cui fa pare il fabbricato in oggetto. Mancano, sempre secondo i commercianti, negli elaborati tecnici le quantità di aree pubbliche da destinare a standard urbanistici e quindi il piano non poteva essere adottato. Manca, sempre secondo l'associazione, anche il parere obbligatorio della legge sismica 6474 ed il parere della Soprintendenza dei Beni Storico Architettonici trattandosi di demolizione di edificio storico il cui inizio dei lavori risale al XIII secolo. Il piano attuativo sarebbe poi in contrasto con il piano regolatore generale che prevede nella zona A interventi di risanamento e conservazione degli ambienti preesistenti e non la totale demolizione e ricostruzione. Il progetto, approvato in consiglio comunale lo scorso 16 settembre, prevede la realizzazione previa demolizione e ricostruzione, di residenze, uffici con qualche negozio al piano terra e un parcheggio sotterraneo. La piazza verrebbe trasformata ed ampliata con la parte dell'edificio che oggi insiste proprio a ridosso della piazza stessa ribaltata verso valle. Il progetto prevede che i privati in cambio di questa concessione riqualifichino l'intera piazza con alberature, pavimentazione, marciapiedi ed arredi urbani. Previsto un parcheggio sotterraneo il cui accesso avverrebbe dal lato di via Polveriera, con negozi sotto il porticato e la realizzazione di oltre cinquanta appartamenti ad uso residenziale. La ristrutturazione di questi 25 mila metri cubi costerebbe circa 7 milioni di euro ai privati. La società incaricata dei lavori è la Fel.pas di Roma. Al momento le osservazioni della Confesercenti sono le uniche pervenute in Comune fino alla vigilia di Natale. «Posso dire che gli uffici sono già al lavoro su queste osservazioni - commenta l'assessore all'Urbanistica Mauro Granieri - Saranno valutate e discusse alla fine saranno oggetto della delibera che tornerà in Consiglio per l'approvazione del Piano urbanistico». Nel frattempo, in relazione ai quattro ricorsi al Tar presentati contro il piano particolareggiato della zona B (ovvero il piano di via Aldo Moro e piazzale de Matthaeis) i giudici della sezione di Latina del Tribunale amministrativo hanno rinviato l'esame delle richieste di sospensiva al prossimo 13 gennaio. «L'urbanistica - commenta a questo proposito l'assessore Granieri - se oggetto di contestazione non si risolve a colpi di sospensive, se errori ci sono stati e rimedi si possono trovare meglio discuterne apertamente»