I soldi arrivano con il contagocce Il ministro Rocco Buttiglione si fa scusare il ritardo con un languido baciamano. «Nice to meet you » aggiunge con un sorriso il titolare dei Beni culturali. E nota compiaciuto (sempre in inglese): «Il cantiere procede». Zaha Hadid, la progettista londinese d'origini irachene ormai divenuta una «archistar» internazionale, non si fa intimidire: «Slowly (lentamente)». Così ha inizio la visita del ministro e della architetto ai lavori per la realizzazione del Maxxi, il museo dell'arte del XXI secolo, in corso in via Guido Reni. È stato il Darc (Dipartimento per l'arte e l'architettura contemporanee guidato da Pio Baldi) a creare le condizioni di un incontro pensato proprio per spingere il governo (ma il ministro delle Infrastrutture, Lunardi, non c'era) ad aprire la borsa. Il problema centrale del cantiere del Maxxi, avviato nel marzo 2003 e giunto solo ad un quarto dell'opera (non al 30 indicato ufficialmente), è il rubinetto finanziario. Ormai parecchi anni fa fu fatta una legge per finanziare l'opera: 110 miliardi di lire. È arrivato l'euro e la stretta dei finanziamenti. Claudio Navarra e Claudio Cerasi, gli appaltatori, si lamentano: «I soldi arrivano col contagocce. Noi firmiamo contratti con i fornitori ma spesso non rientriamo con il ministero erogatore. Così non si può lavorare». Mentre Buttiglione è inerpicato su scale vertiginose ad ascoltare le spiegazioni dell'ingegnere Marco Odoardi, direttore tecnico, la Hadid resta sotto la pressione di giornalisti e fotografi che vedono giustamente nell'architetto il personaggio da seguire. Al termine della visita, risultata così un po' sbrindellata, il ministro cerca di trasferire sul collega assente (volutamente, per evitare imbarazzi?) la responsabilità della negligenza finanziaria che colpisce il Maxxi e su «difficoltà tecniche» i ritardi del cantiere. Il suo ministero, spiega, non può che auspicare che gli impegni vengano onorati e che tutto abbia buon fine. La non dissimulata protesta di Navarra, capelli bianchi, cappotto di cammello e viso paonazzo di rabbia, induce Buttiglione a testimoniare pubblica stima «per i costruttori» e spinge Zaha, borsetta golden di Prada, giacca di raso verde e gilet di pelo misterioso, a solidarizzare ai microfoni della conferenza stampa con chi sta realizzando il suo progetto. Buttiglione non si risparmia in elogi verso il futuro museo, «che sarà esso stesso un'opera d'arte» esaltando la sua storica funzione di vetrina d'eccellenza dell'arte contemporanea italiana. Il ministro dice di «tenere moltissimo» alla sua realizzazione ed ammette i problemi finanziari. Rivolgendosi alla dirigente delle Infrastrutture che sostituisce Lunardi esorta alla «collaborazione» per il buon fine dell'iniziativa. Finora sono stati spesi 20 milioni di euro ma ne occorrono ancora una sessantina. Senza neppure sapere quanti soldi verranno erogati nel 2006 (e quindi quale andamento potrà avere il cantiere nei prossimi mesi) viene annunciato tuttavia che «il museo sarà consegnato entro il dicembre 07». Se andasse così, il ritardo sarà di quasi due anni. La Hadid, sorridente e spietata (si era intuito dopo il baciamano del ministro) nello spiegare con proiezioni la propria linea progettuale trova modo di confrontare lo stupendo Phaeno Science Center di Wolfsburg (Germania) al Maxxi. E sottolinea, rivolta a Buttiglione: sono due edifici molto simili, i lavori sono iniziati negli stessi giorni e il Phaeno è stato inaugurato sei mesi fa. Il ministro sembra scomodo nella posizione dell'accusato - rappresenta pur sempre il governo - ritenendosi innocente. E dice di «contare sulla sensibilità del ministero delle Infrastrutture per la realizzazione di questa grande opera. Dobbiamo darci tutti da fare - aggiunge - per utilizzare le risorse disponibili. In ogni caso, chi ha preso un impegno deve farne poi fronte». Lo scaricabarile è all'orizzonte. Zaha, cortese ma tosta, è abituata ai grandi scenari internazionali. Ha cantieri in Spagna, Germania, in Italia da Milano a Salerno. Opere in Usa, GB, dappertutto. Dichiara «interesse» per il Guggenheim di Bilbao (Frank O.Gehry) e sottolinea le difficoltà di progettare in grande. Quanto a Roma, «è necessario bilanciare il vecchio con il nuovo, contestualizzare». La stratificazione dei livelli del futuro Maxxi, dice, viene da un'allusione all'archeologia romana. «La prossima volta che verrò in cantiere - il suo sorriso è una sfida - spero di trovare un sensibile avanzamento dei lavori». Chissà.
Roma - Il Maxxi a rilento delude Zaha Adid Sopralluogo con il ministro Buttiglione.
Il ministro dei Beni culturali Rocco Buttiglione visita il cantiere del Maxxi, il museo dell'arte del XXI secolo, in corso di realizzazione a Roma. Il cantiere è stato avviato nel 2003 e si è fermato a un quarto dell'opera. Il problema centrale è il rubinetto finanziario, con molti soldi spesi ma ancora da erogare. Il ministro cerca di trasferire la responsabilità della negligenza finanziaria al ministero delle Infrastrutture assente. Durante la visita, il ministro elogia il progetto e il ministro delle Infrastrutture sostiene la collaborazione per il buon fine dell'iniziativa.
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