Per attirare pubblico nei musei non basta più la validità della proposta artistica. Servono anche campagne di comunicazione in grado di stimolare l'interesse del pubblico e convincerlo al pagamento di un biglietto di ingresso. Sulla scia dei grandi musei internazionali, come i cinque Guggenheim (dislocati a Bilbao, Venezia, Berlino, Las Vegas e ovviamente il più famoso di New York, nel cuore di Manhattan, tuttora considerato una dei capolavori architettonici del '900). il Moma di New York e il Prado di Madrid, tutti protagonisti con imponenti campagne pubblicitarie, anche quelli italiani scoprono la loro vocazione e abbandonano i canali di nicchia per aprirsi ai grandi mezzi di comunicazione di massa. Ne è un esempio il lancio della campagna di comunicazione a sostegno del Museo d'arte Donna Regina di Napoli, un museo classico, caratterizzato da rigore e serietà. E una sorta di enciclopedia dell'arte contemporanea. L'immagine scelta per il lancio istituzionale è quella provocatoria di un seno che regge un'opera d'arte. «È la fonte di nutrimento, il frutto di una città che produce significato», ha spiegato la copywriter Gabriella Ambrosio che, insieme all'art director Luca Maoloni, ha ideato la campagna per l'agenzia Am Newton 21. «Il suo nome, Madre, antico e inglobante, suggerisce il legame con una terra e una cultura e la capacità di essere matrice di ogni altra cosa. L'obiettivo della campagna è far conoscere il Madre a livello mondiale, collocandolo con autorità nel mondo dell'arte contemporanea e inserendolo fra le visite in agenda degli appassionati di arte contemporanea e, più in generale, fra le visite irrinunciabili di un turista. La promessa della campagna è esplicita; nasce a Napoli un museo internazionale, dove trova casa là più grande arte degli ultimi cinquant'anni. Tale promessa è basata sugli.autori rappresentati dal museo. Sul legame significativo che la città di Napoli ha dimostrato di saper intrattenere con l'arte contemporanea». Un altro esempio di comunicazione e arte è il progetto Gemine Muse, che vede coinvolti 108 giovani artisti e 45 critici d'arte di tutta Europa impegnati a studiare forme di comunicazione in musei di nove paesi europei, dislocati in 37 città di cui 28 italiane. IL progetto ha l'obiettivo di migliorare la conoscenza e la valorizzazione del patrimonio artistico europeo e di ampliare l'apertura ai giovani di nuovi orizzonti tramite la mobilità e gli scambi tra paesi, il sostegno alla produzione di lavori inediti e la collaborazione fra istituzioni e soggetti anche di natura diversa, come musei di arte antica, enti pubblici, artisti emergenti e critici internazionali. Il connubio tra arte e comunicazione è stato recentemente sperimentato anche per l'inaugurazione di nuove aree urbane. È successo a Roma, dove per presentare la pedonalizzazione di piazza Capranica è stata allestita una mostra costituita dalle opere dell'artista contemporaneo Mimmo Nobile, hi questo contesto poi entra in gioco anche la tecnologia, e strumenti come internet e i cellulari. A Bergamo, nell'ex chiesa di Sant'Agostino, in occasione della mostra «La città che sale. Visioni metropolitane» è stato proposto un servizio innovativo: tuia guida vocale da ascoltare con il proprio cellulare per conoscere le opere in mostra e i loro autori. Ventiquattro artisti interpretano la città da prospettive differenti, un'interpretazio-ne commentata da un servizio inedito, attivabile in modo rapido e intuitivo dal proprio cellulare. «Il bisogno di innovare e semplificare la comunicazione dell'opera d'arte», ha spiegato il curatore Stefano Raimoindi, «unitamente al coinvolgimento di un pubblico sempre più ampio, sono le motivazioni di questa scelta. Sono convinto che il cellulare contenga le potenzialità per comunicare l'arte. Se per il nuovo pubblico l'arte contemporanea è un modo per dialogare con la realtà in cui è immerso, è naturale che il confronto avvenga attraverso strumenti propri della quotidianità. Il peso sociale di questo strumento di comunicazione, quindi, coinvolge anche il campo dei beni culturali». L'innovazione non sta nell'ascoltare una guida vocale, ma nello strumento: il cellulare permette una familiarità è una semplicità d'uso nettamente superiori alle normali audioguide; annulla le code per il noleggio degli apparecchi; è uno strumento personale e privato. Infine, permette una maggiore interatti-vità, lasciando all'utente il potere decisionale che merita.