«RISCHIO crolli? La mia preoccupazione sono gli obelischi», a dirlo l'architetto Maurizio Galletti, Soprintendente per i Beni Architettonici e del paesaggio di Roma -dopo una manciata di giorni dalla chiusura della Domus Aurea. La descrizione tratteggia l'affresco dei «lavori in corso», in fatto di Beni Culturali: cantieri aperti e progetti che stanno andando verso la loro conclusione e, naturalmente, reperimento di soldi per la tutela di Roma da «fondi ordinari, otto per mille, Roma Capitale e Lotto, soldi provenienti dal fondo Edifici di Culto del ministero degli Interni, dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che possiede tantissime chiese e ha, in bilancio, il finanziamento degli "immobili istituzionali". Più in generale, i tecnici della Soprintendenza operano anche in collaborazione con il Comune e la Regione e vengono chiamati dalle istituzioni per operare sul campo. Sono tecnici che operano a 360». La Domus Aurea è stata chiusa in modo repentino. Altri monumenti a rischio? «Gli obelischi mi preoccupano. Ci vorrebbero monitoraggi continui. Insomma, c'è sempre bisogno di controlli, sebbene anche l'occhio degli esperti, la valutazio-ne a occhio nudo, risulti fondamentale. Quando fu sezionato l'obelisco di Axum, inoltre, ci rendemmo conto dell'effetto delle infiltrazioni d'acqua e dell'azione degli agenti atmosferici in superficie. I monumenti sono oggetti "che vivono" e che risentono degli sbalzi di temperatura». Esempi di interventi su obelischi in particolare? «Su quello di San Giovanni: ce ne sono tanti e, a contare, è anche l'altezza del monumento. C'è, ad esempio, l'obelisco in piazza della Minerva: deve essere tutelato come gli altri ma è molto più basso degli altri e, quindi, ci sono rischi minori. Se un monumento crolla o viene scalfito perde il proprio valore storico insieme con la propria integrità: il discorso - che di solito non si fa - è anche economico, di valore del monumento». Cantieri aperti? «Ci sono cantieri aperti al Collegio Romano, un complesso in cui abbiamo fatto interventi di recupero e valorizzazione. Ci saranno, all'interno, impianti di climatizzazione e apparati di videosorveglianza nonché una pavimentazione rinnovata: lavori avviati anche in collaborazione con la Provincia di Roma e che coinvolgono, oltre al ministero, anche il Visconti e buona parte della biblioteca "Vittorio Emanuele II"». Quel progetto destò perplessità nelle fila degli ex alunni del Visconti. Avete trovato un accordo? «C'è un progetto di razionalizza-zione per l'intero edificio e dobbiamo pensare a riaprire il portone della biblioteca e rimuovere l'ascensore: per questo lavoro ci sono pro e contro e un progetto ben definito. Altri tasselli di lavori che stiamo portando avanti sono rappresentati dal Complesso di San Michele e dalla chiesa di Sant'Ignazio. C'è un problema, all'interno della chiesa, di copertura di una tela di Andrea Pozzo. Ancora lavori, tra gli altri, all'ex Arsenale Pontificio, all'ex Carcere Femminile nei pressi di Porta Portese nonché all'Icrom: per conservazione e restauro sono stati investiti dal ministero per le Infrastrutture dodici milioni di euro». Ci sono monumenti con lo stesso, decennale, problema di convivenza fra istituzioni diverse, come nel caso del Circolo Ufficiali in Palazzo Barberini? «Palazzo Venezia, in cui istituzioni diverse convivono da decenni. Lì verranno fatti lavori di restauro sulla facciata, nel primo e secondo piano. C'è un progetto che ha preso il via un anno fa ed è stato concordato anche con Strinati... certo, per la cavea interrata si vedrà ma... valorizzeremo le collezioni e, se la fortuna ci assisterà, in primavera faremo una sorta di "pre-inaugurazione". Accanto c'è il Vittoriano: lo rilanceremo come contenitore di attività, attraverso progetti di valorizzazione. Ma. ancora, c'è Palazzo Nardini, adatto a ospitare una biblioteca di storia Moderna e Contemporanea».