Sopralluogo del sindaco al cantiere dove sono stati ritrovati i resti della Fabbrica del Duomo: saranno ospitati in un museo. In Darsena affiora l'antica Conca Ma i lparcheggio non si ferma: "Via ai lavori in primavera " SOTTO: 730 posti a rotazione per le auto. Sopra: un parco archeologico e l'acqua dell'antico porto di Milano. Non si ferma, il parcheggio sotto la Darsena. Neanche di fronte al passato che riaffiora mano a mano che gli scavi della Sovrintendenza riportano alla luce nuovi reperti: i resti delle mura spaglio -le e il muro in mattoni che più a sud, nell'Ottocento, delimitava l'antica Darsena. Adesso delle tavole in legno trovate dove fino a pochi mesi fa scorreva l'acqua. Una sorpresa che nessuno si aspettava perché quelle che potevano sembrare semplici assi raccontano un pezzo di storia della città. Gli esperti non hanno dubbi: quella è la «Conca della Fabbrica del Duomo», il canale costruito nel Quattrocento proprio da due ingegneri della Fabbrica, Aristotele Fioravanti e Filippino da Modena, per trasportare dal Naviglio alla Cerchia interna i marmi per il Duomo. Un'opera apprezzata dallo stesso Leonardo da Vinci che ne aveva fatto uno schizzo nel Codice Atlantico. Adesso i resti della Conca sono lì, di nuovo alla luce, e aspettano che gli archeologi decidano il loro destino: le assi potrebbero essere protette all'interno di un museo o ricoperte. Una decisione che dovrà riguardare anche gli altri ritrovamenti con la possibilità, almeno peri Bastioni, di far parte di un giardino archeologico realizzato sopra i box del posteggio. C'è un pezzo di storia di Milano nascosta dal cantiere. Anzi, tre secoli che si incontrano. Tutto lì, di nuovo visibile. «Li conserveremo assicura il sindaco Gabriele Alberimi che ieri ha fatto un sopralluogo assieme all'assessore al Traffico, Giorgio Goggi ma il parcheggio consentirà di togliere le auto dalla superficie e di pedonalizzare i Navigli con gli interventi di riqualificazione che sono in corso e che finiranno con il posteggio». Si comincerà a disegnare le strisce gialle e blu in primavera, annuncia Goggi. Poi parte la visita, guidata da Anna Ceresa Mori della Sovrintendenza archeologica. Si cammina lungo le fondazioni delle mura spagnole che corrono per 340 metri. Fino a toccare altre mura: si estendono per 140 metri e fanno parte della Darsena ottocentesca. Ed è qui che si trova la Conca della Fabbrica. Le travi sono sempre irrigate per non rovinarle ora che sono tornate a contatto con l'aria. «Non si possono lasciare dove sono e lavorare sotto terra?», chiede il sindaco. La risposta spetterà agli studiosi: «La scoperta è storicamente importante afferma il sovrintendente Alberto Artioliadesso dovremo decidere. Lì deve tornare l'acqua della Darsena ed è difficile lasciare le assi scoperte: si rovinerebbero. Potremmo metterle nel museo della Scienza e della Tecnica». Le mura, invece, potrebbero rimanere in superficie: «Come è stato fatto in viale Majno», aggiunge Artioli. Tutte soluzioni possibili per il progettista del parcheggio, Giuseppe Villoresi: «Siamo pronti a seguire le indicazioni della Sovrintendenza. Possiamo costruire senza toccare i resti. A fine marzo avremo un quadro preciso per il progetto finale». Fuori dal cantiere il comitato dei residenti protesta: «II posteggio va fermato».
Milano: I ritrovamenti archeologici diventeranno un parco sul Naviglio
Il sindaco Gabriele Alberimi ha fatto un sopralluogo al cantiere dove sono stati ritrovati i resti della Conca della Fabbrica del Duomo, un canale costruito nel Quattrocento per trasportare i marmi per il Duomo. I resti sono stati trovati dove scorreva l'acqua fino a pochi mesi fa. Gli esperti non hanno dubbi che quella sia la Conca della Fabbrica. Il sindaco ha affermato che i resti saranno ospitati in un museo o ricoperti. Il parcheggio consentirà di togliere le auto dalla superficie e di pedonalizzare i Navigli con gli interventi di riqualificazione in corso.
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