DA ROMA Diminuiscono, seppure di poco, j farti, aumentano i recuperi. Si conferma positivo per il 2005, complìce anche il potenziamento delle banche dati, il bilancio dell'attività dei carabinieri della tutela dei Beni Culturali. Ad annunciarlo questa mattina a Roma, presentando gli ultimi reperti restituiti l dagli Usa, il ministro Buttiglione e il comandante Ugo Zottìn. Che però sottolineano: punto critico rimangono le chiese, ancora troppo poco protette, mente bisogna velocizzare 1 opera di catalogazione dei beni ecclesiastici. Nel 2005, in particolare, ci sono stati in Italia 1.127 furti d'arte contro i 1190 del 2004. «Ma il confronto più importante -hanno sottolineato Buttiglione e Zottìn -va fatto con il 2000, quando i furti denunciati furono 2.267. Rispetto a cinque anni fa, dunque i furti sono stati praticamente dimezzati. E questo perché è stata estesa l'opera di catalogazione ma anche perché e diventata più efficace la repressione». Quanto al recuperi: nel 2005 sono stati recuperali dai carabinieri dei Beni Culturali quasi 28.000 reperti provenienti da scavi clandestini (27.831) contro i 16.941 del 2004. Meno consistente invece quest'anno il recupero degli oggetti d'arte rubati, che sono stati 7.044 a fronte dei 28.021 dello scorso anno. Al top delle regioni depredate, troviamo ancora il Piemonte con 192 furti subiti ( nel 2004 erano stati 171), seguito come un anno fa dal Lazio (162 nel 2005) dalla Lombardia (161), Campania (105) e Toscana (103). In coda alla classifica, come un anno fa, la Valle D'Aosta (3 furti in tutto il 2005). Annata felice per il Molise, che dai 12 furti subiti nel 2004 passa ai 4 del 2005.