24-DIC-2005 ROMA - Brusca virata di Rocco Buttiglione. Dopo aver chiesto il ritiro dei tagli al Fondo unico per lo spettacolo e dopo aver dichiarato di volersi dimettere se non fosse cambiato il trattamento deciso dal governo per la cultura, il ministro dei Beni culturali modifica la sua linea: «I tagli sono un male. Ma in un momento di difficoltà per tutto il Paese è inaccettabile l'atteggiamento di chi pensa di poter essere esentato dal provvedimento», ha detto ieri a margine della presentazione a Roma del bilancio 2005 dei Carabinieri dei Beni culturali. E ha parlato di sprechi: «Si taglino le sacche di privilegio e di inefficienza e si aumenti la produttività incrementando le recite: può servire da modello quello che si sta facendo al Maggio Fiorentino (la Fondazione dove è arrivato come commissario il direttore generale dello spettacolo dal vivo Salvo Nastasi, ndr)». Un risposta negativa, in pratica, all'appello lanciato proprio l'altro ieri dai sovrintendenti delle Fondazioni. Suona anche, la presa di posizione di Buttiglione, come una replica all'Associazione generale dello spettacolo, che aveva chiesto al ministro di adempiere all'impegno, assunto qualche tempo fa, di rimettere il suo mandato. Ma a quest'ultima eventualità Buttiglione non ha più fatto accenno. E anzi, adesso passa al contrattacco. Pacate, comunque, le prime reazioni dei responsabili dei teatri. Walter Vergnano, presidente dell'Associazione nazionale Fondazioni lirico-sinfoniche e sovrintrenden-te del Regio di Torino: «Invito il ministro Buttiglione a fare ciò che finora non ha fatto, cioè a convocare a Roma al più presto, in gennaio, i dodici sindaci (ovvero i presidenti delle Fondazioni) e i tredici sovrintendenti in un tavolo congiunto per esporre la sua ricetta e che cosa bisogna fare per risolvere i problemi. Mi sembra opportuno che le due parti finiscano di parlarsi attraverso i giornali, anche per evitare polemiche inutili, e si confrontino serenamente». Sulla stessa linea il presidente dell'Accademia di Santa Cecilia, Bruno Cagli: «II Ministro invita a non tagliare, io per parte mia non posso che ribadire quello che ho già detto sia in un articolo sul Messaggero sia altrove e anche a livello ministeriale: che Santa Cecilia, per la sua posizione nel nuovo au-ditorium, non solo non può ridurre l'attività bensì la deve potenziare. Ma per questo è necessaria una politica di dialogo prima che di tagli indiscriminati: e dunque si riprenda quel confronto che è l'unica soluzione possibile». E il sovrintendente dell'Opera di Roma, Francesco Emani: «Non posso che concordare col Ministro sull'esigenza di procedere in maniera oculata per quanto riguarda i costi dell'attività di produzione artistica. Comunque l'imprevedibile taglio per il 2006 pone nuovi problemi che affrontremo nei prossimi giorni nell'ambito del Consiglio d'amministrazione».
I sovrintendenti chiedono un incontro. Tagli allo spettacolo. Buttiglione: un male necessario
Il ministro dei Beni culturali Rocco Buttiglione ha cambiato la sua posizione su tagli al Fondo unico per lo spettacolo. Inizialmente aveva chiesto il ritiro dei tagli, ma poi ha dichiarato di volersi dimettere se non fosse cambiato il trattamento deciso dal governo per la cultura. Tuttavia, in un momento di difficoltà per tutto il Paese, Buttiglione ha affermato che i tagli sono un male e che non è inaccettabile l'atteggiamento di chi pensa di poter essere esentato dal provvedimento. Ha anche parlato di sprechi e ha proposto di aumentare la produttività incrementando le recite.
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