Lo Spoil System targato Rocco Buttiglione. Qualche giorno fa si è arricchito delle conclusioni del capitolo Cinecittà Holding e un po' di scalpore lo ha fatto. Perché il ministro dei beni culturali ha fatto piazza pulita (o quasi) delle personalità nominate da Giuliano Urbani, perché ha scelto con piglio decisionista persone a lui vicine direttamente o indirettamente, perché ha licenziato nomi noti come Francesco Alberoni e Marcello Veneziani per mettere al loro posto la prima moglie di Pierferdinando Casini, Roberta Lubich, e Claudio Sorrentino, suo consigliere personale. Via anche l'arriministratore delegato, Ubaldo Iivolsi; al suo posto è arrivato Massimo Condemi, ex capo di gabinetto dell'ex ministro Gasparri. Dunque, contenta anche An, sebbene qualcuno vicino al Secolo d'Italia, il quotidiano del partito, ironizzi: «Perché, Gasparri è di An?». In realtà la lunga marcia del ministro Buttiglione prima nel repulisti, poi nell'occupazione di enti e società dipendenti dal "suo" ministero, era incominciata già da prima della vicenda Cinecittà Holding. Una delle prime tappe, notata poco dai giornali ma molto dal parlamento, era consistita nel siluramento del presidente della società Arcus, Mario Ciaccia, il direttore delle relazioni istituzionali di Banca Intesa, nominato (anche lui) dall'ex ministro Urbani. Una personalità, quella di Ciaccia, generalmente molto apprezzata e non soltanto in ambienti della maggioranza. La società Arcus era stata costituita nel febbraio 2004 su iniziativa di Urbani. Suo compito promuovere e sostenere finanziariamente, tecnicamente e organizzativamente, interventi a favore di beni culturali e dello spettacolo. Uno dei progetti più ambiziosi deliberati è ad esempio quello sul barocco leccese: 7 milioni 740 mila euro per tredici interventi di tutela artistica in sei centri della Puglia. Destinatarie del restauro saranno, soprattutto, le facciate di chiese che attendono azioni di recupero da oltre vent'anni. Una società, insomma, che gestisce fondi e progetti. E allora perché Buttìglione avrebbe dovuto lasciare a presiederla un uomo non nominato da lui? Prima, raccontano i bene informati, il ministro ha reso la vita difficile al presidente di Arcus, poi lo ha invitato alle dimissioni. Puntualmente arrivate a metà novembre, ma che hanno suscitato molti interrogativi e alcune interrogazioni parlamentari. Ha osservato Andrea Colasio della Margherita: «Quanto alle qualità professionali del dottor Ciaccia vi è da sottolineare sia l'esperienza maturata nell'arco di vent'anni in un organo di rilievo costituzionale, quale la Corte dei conti, posto per vigilare sulla corretta gestione delle risorse pubbliche (...) sia l'esperienza manageriale che da un triennio sta conducendo in posizione e elevata responsabilità». Sul colpo di mano Buttiglione è stato anche "audito" dalla commissione istruzione del senato. Ma nulla ha fermato Rocco il decisionista: nuovo presidente di Arcus è Giorgio Basaglia. La nomina è stata fatta passare in commissione al senato; il parere della camera non sarà vincolante.
Buttiglione senza freni: da Arcus a Cinecittà Holding via gli uomini di Urbani. Ecco i suoi
Il ministro dei beni culturali Rocco Buttiglione ha fatto piazza pulita tra le personalità nominate per presiedere la società Arcus, che gestisce fondi e progetti per la tutela artistica e dello spettacolo. Il presidente precedente, Mario Ciaccia, è stato licenziato e sostituito da Giorgio Basaglia. La nomina è stata fatta senza consultazione con il presidente della società, che era stato reso difficile la vita da Buttiglione. La decisione è stata criticata da alcuni, che hanno sollevato interrogazioni sulla corretta gestione delle risorse pubbliche.
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