Sant'Agostino è in pericolo insieme ai suoi tesori. La chiesa tra via della Scrofa e corso Rinascimento, "casa" di uno dei tanti capolavori di Raffaello Sanzio (il Profeta Isaìa), ieri pomeriggio è stata chiusa e dichiarata «inagibile» dai vigili del fuoco. La decisione è stata presa dopo il crollo di un pezzo di intonaco dalla volta che sovrasta l'altare della navata centrale. I pompieri, durante un sopralluogo di due ore, hanno «riscontrato altre crepe e altre fessure sia negli stucchi che negli affreschi». A quel punto non è rimasta scelta: a Natale i fedeli dovranno andare altrove. Niente Messa, niente presepe: il rischio di nuovi crolli viene giudicato «concreto». L'allarme è scattato nelle prime ore del pomeriggio. Il parroco di Sant'Agostino, costruita nel corso del Quattrocento, ha trovato i calcinacci sul pavimento accanto all'altare ed ha subito avvertito la Sovrintendenza per i Beni Architettonici di Roma. La chiesa non è una delle tante e i sacerdoti conoscono bene il valore degli affreschi: Isaia di Raffaello, il genio originario di Urbino, nelle Marche, ma anche una Madonna con Bambino di Andrea Sansovino, insieme alle opere di Gerolamo Cotignola, Marcello Venusti e Giacinto Brandi. Il transetto di destra regala ai visitatori un Sant 'Agostino tra Giovanni Battista e Paolo eremita attributi al Guercino e la prima cappella di sinistra custodisce la Madonna di Loreto di Caravaggio. «Quando ho visto i pezzi di muro lì per terra - racconta il sacerdote che si è accorto del crollo ho guardato istintivamente verso l'alto e sono rimasto a bocca aperta: "Mamma mia", ho pensato, "qui viene giù il muro"». I vigili del fuoco di via Genova, sede del comando provinciale, hanno ricevuto un fax direttamente dalla Sovrintendenza con la richiesta di intervento. Nove uomini, al comando del capoturno, Ezio Placido, sono corsi a Sant'Agostino e si sono issati fino alle volte superiori per verificare da vicino il,danno. «È venuto giù un pezzo di volta grande circa quaranta centimetri per quaranta - racconta Placido - Per lo più si tratta di stucchi e di decorazioni. Gli affreschi per ora sono rimasti integri. Ma il sopralluogo ha evidenziato crepe e fessure sia nelle decorazioni che negli affreschi vicini al tratto di volta che è crollato. Il soffitto è a circa venti metri d'altezza da terra. Starci sotto sarebbe pericoloso. A questo punto soltanto gli esperti della Sovrintendenza potranno valutare quanto siano estesi e profondi i danni e quanto siano in pericolo le opere d'arte. Dal nostro punto di vista, la dichiarazione di inagibilità era dovuta». Tra i frammenti recuperati a terra, c'è anche un pezzo di cornice di stucco decorata in oro zecchino. I lavori di costruzione della chiesa iniziarono nel 1479 e terminarono nel 1483. L'edificio, commissionato da Guglielmo d'Estouteville, nativo di Rouen, vescovo di Ostia e protettore degli Agostiniani, era l'ampliamento di una chiesa adiacente e doveva servire le accresciute esigenze dell'ordine religioso. Sisto IV, il Papa, ne seguì da vicino la realizzazione: la chiesa, vicina a piazza Navona, non è ìontanissima dal Vaticano, di là dal Tevere, e poteva costituire un ottimo punto d'appoggio per i pellegrini. «Sant'Agostino - dicono i sacerdoti che la gestiscono è, ' in se, uno dei tanti tesori della città. Ma nel corso degli anni non si sono mai trovati fondi per un restauro definitivo. Forse questo crollo convincerà il ministero dei Beni Culturali dell'esigenza di un intervento approfondito. Se venissero giù gli affreschi, sarebbe una rovina per tutta la città».
Rischio crollo: chiusa Sant'Agostino. Cade dell'intonaco dalla volta affrescata, crepe negli stucchi: i vigili del fuoco mettono i sigilli
La chiesa di Sant'Agostino, a Roma, è stata chiusa e dichiarata inagibile dopo il crollo di un pezzo di intonaco dalla volta che sovrasta l'altare della navata centrale. I vigili del fuoco hanno riscontrato crepe e fessure sia negli stucchi che negli affreschi. La Sovrintendenza per i Beni Architettonici di Roma ha deciso di dichiarare la chiesa inagibile fino a Natale. La chiesa, costruita nel corso del Quattrocento, contiene opere d'arte di Raffaello, Caravaggio e altri artisti. I sacerdoti hanno espresso preoccupazione per il valore degli affreschi e il rischio di nuovi crolli.
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