Il CDA approva il bilancio. Ermolli: ce la faremo, ecco il piano ALLA fine la scure dello Stato è arrivata. Ed è più pesante di quanto si temesse: quasi sei milioni di euro in meno, per la precisione 5,7, tutti relativi ai tagli al Fus, il fondo unico per lo spettacolo. Un ridimensionamento, definito dalla Scala «drastico», che corrisponde esattamente al passivo del bilancio di previsione 2006 approvato ieri. Un buco che adesso dovrà essere coperto: senza toccare il personale, assicura il sovrintendente Stephane Lissner, ma riducendo le spese e puntando su sponsor privati e nuovi contributi. I quattro milioni della Provincia di Milano, ad esempio, che ora, dopo il via libera del Senato, potrebbe entrare nel cda con un altro socio. È stato un giorno di conti e bilanci, tra due riunioni del cda e una dei soci fondatori. Cinque ore di dibattito per discutere dei tagli e guardare al futuro. Tagli ingenti e imprevisti. «Sopravvenuti a programmazione artistica già conclusa e venduta», spiegano dal teatro, che sperava «di puntare all'equilibrio del bilancio per il 2006». Il ministro della Cultura Rocco Buttiglione aveva annunciato tagli ridotti, ma i soldi non sono arrivati. E ora bisogna correre ai ripari. Pensando a contributi pubblici e privati, come annuncia il vicepresidente della Fondazione Scala, Bruno Ermolli: «Dovremo fare fund raising con nuovi soci, oltre che con i contributi ulteriori di quelli attuali e di quelli vecchi che speriamo di recuperare». Ermolli si è detto ottimista. Si possono ridurre i costi e incrementare le entrate seguendo il progetto del sovrintendente Lissner: non toccare il personale, che rappresenta il 60-62 per cento delle spese totali, ma incidere sul restante40.Unpianochedovreb-be ridurre, in tre anni, fino al 10 per cento del budget totale di 115 milioni, e che giànel2006 dovrebbe far risparmiare 2,5 milioni. E poi ci sono le entrate. Il Senato ha approvato la legge che porta da 7 a 9 i soci del cda. Aprendo le porte alla Provincia e a un altro nome privato - tra i tanti si fa quello di Banca Intesa - ancora da decidere. Palazzo Isimbardi ha già versato 1,3 milioni nel 2005 e ne stanzierà altrettanti nel 2006. Se entrerà nel cda verserà altri 5,4 milioni in due anni. «La Provincia - commenta l'assessore alla Cultura Daniela Benelli - potrebbe essere trattata alla stregua della Camera di Commercio, come "socio di diritto". Finalmente dall'assemblea è arrivato un atteggiamento di apertura e collaborazione nei nostri confronti. Il risultato è importante: assicurare alla Scala pluralismo, trasparenza e partecipazione democratica». Tra gli obiettivi, anche coinvolgere teatri italiani e stranieri per attrarre nuovi sponsor. Ma i sindacati, preoccupati, chiedono un incontro con il sovrintendente.