La sostituzione della vecchia teca che conteneva l'Ara Pacis con un edificio moderno, progettato dal famoso architetto americano Richard Meier, la cui costruzione si trascina ormai da anni, è sempre al centro delle polemiche. Italia Nostra ha rivolto un appello al ministro dei Beni Culturali Urbani e al sindaco Veltroni, chiedendo di fermare i lavori per evitare «gravi e irreversibili danni» all'area archeologica, riguardanti soprattutto l'antico porto di Rìpetta, i cui resti sono stati scoperti in questa occasione. Una Commissione ministeriale composta da noti esperti, tra cui il sovrintendente archeologico Adriano La Regina e l'architetto Leonardo Benevolo, ha invitato l'architetto Meier a venire quanto prima a Roma per studiare modifiche al suo progetto. Secondo il parere di quasi tutti i maggiori studiosi, esso crea una paratia tra il mausoleo di Augusto e il Tevere e stravolge il rapporto che questo aveva con il porto romano di Ripetta che resterebbe sepolto sotto una piattaforma di cemento. La scoperta del vecchio porto, conservato in gran parte in buone condizioni sotto i muraglioni, ha messo in luce una nuova realtà di cui non si era tenuto conto quando si decise di restaurare l'Ara Pacis che era stata collocata da Mussolini, per la retorica imperiale dell'epoca, sul lungotevere accanto al Mausoleo, spostandola da piazza in Lucina dove era stata trovata. Con queste scoperte archrologiche si apre quindi un affascinante prospettiva: quella di ricongiungere il mausoleo di Augusto all'approdo del fiume, così come era in antico, per simboleggiare il passaggio tra la vita e la morte. Raramente c'è stato un consenso fra tanti eminenti studiosi, da Paolo Portoghesi a Paolo Marconi, da Manfredi Nicoletti ad Aldo Loris Rossi a Giorgio Muratore a Massimiliano Fuksas, nel ritenere indispensabile riesaminare la sistemazione di tutta l'area. L'architetto Nicola Tamburrino, che ha dedicato molti studi al problema, sostiene che l'edificio di Meier, lungo 150 metri e con un'altezza pari a sei piani, oltre ad oscurare per sempre lo scenario urbanistico del Tevere corredato dalle quinte delle chiese di San Rocco, San Girolamo e San Carlo, non lascerà possibilità di recupero delle opere del passato. Il mausoleo di Augusto resterebbe quel rudere spoglio e un po' triste che, bisogna ammettere, è oggi. Nasce a questo punto un interrogativo: bisogna lasciare l'Ara Pacis dove fu collocata da Mussolini per un progetto urbanistico che ora appare superato o bisogna riportarla, dopo averne ricomposto i pezzi, come sostiene Giorgio Muratore, laddove fu scoperta? La Commissione sta cercando una soluzione di compromesso per salvare il progetto Meier che secondo gli studiosi e Italia Nostra dovrebbe essere completamente rivisto. La giunta Veltroni, che non ha responsabilità dirette, potrebbe quindi serenamente riesaminare la situazione per restituire ai romani una parte così suggestiva della storia urbanistica della città.
Gran teatro Ara Pacis
La sostituzione della vecchia teca dell'Ara Pacis con un edificio moderno progettato da Richard Meier è al centro delle polemiche. Italia Nostra ha inviato un appello al ministro dei Beni Culturali Urbani e al sindaco Veltroni per fermare i lavori e evitare danni irreversibili all'area archeologica. Una Commissione ministeriale ha invitato Meier a studiare modifiche al suo progetto. I maggiori studiosi ritengono che il progetto crea una paratia tra il mausoleo di Augusto e il Tevere e stravolge il rapporto con il porto romano di Ripetta.
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