ROMA Se le cose non cambieranno, i 13 teatri lirici saranno commissariati. In gennaio ci sarà una mobilitazione nazionale: teatri aperti, spettacoli gratuiti, scioperi. Si sfida il governo, responsabile di averli lasciati «in un contesto finanziario disastroso». I fondi statali so-. no scesi a 375 milioni di euro, il taglio è del 26; all'opera rispetto ai 242 milioni di euro del 2003 andranno 180 milioni di euro. Walter Vergnano, presidente dell'Anfols, l'associazione che li riunisce, ricorda che la legge «prevede il commissariamento in caso di disavanzo, non so quali teatri potranno presentarsi in pareggio. Poiché non conosciamo la finanza creativa e i bilanci falsi, ci aspettiamo il commissariamento da Buttiglione. Il ministro ai Beni Culturali aveva preannunciato le dimissioni anche in caso di un solo euro tagliato». Alberto Francesconi presidente dell'Agis: «Alla cultura ' va lo 0.17 del Pil. A Montecitorio la polizia aveva l'ordine di caricare l'Orchestra dell'Opera di Roma che suonava per protesta. In quale Paese viviamo?». Vergnano denuncia «la mancanza totale di politica culturale, oppure distruggerla è una- scelta cosciente. Poi in un momento di contrazione, in modo discrezionale, si danno molte risorse a Parma». Per lo Stato la lirica è un carrozzone? Vergnano porta dati: «Pubblico, spettacoli e privati sono in aumento. Ma in futuro chi investirà in una realtà indebitata? Dopo tre anni l'ex ministro Urbani ci incontrò promettendo di ripristinare le risorse del 2003. Per me, la promessa inattesa di un ministro è un fatto grave».