Ha ragione Gaspare Barbiellini Amidei a porre con forza, sul Corriere della Sera, il problema della biblioteca Braidense, che, come egli spiega, «deperisce di polvere e umidità». Un vero scandalo, di insensibilità e autolesionismo. Quello della Braidense è il problema della cultura a Milano. Tema sottovalutato (Salvatore Carruba aveva tentato, ma non a caso, si è dimesso da assessore), mentre è centrale per il futuro della città. E non semplicemente per una maggiore offerta culturale, ma per una crescita complessiva, anche sociale ed economica di Milano. Dalla cultura si deve partire per realizzare un più forte tessuto connettivo della società, per coinvolgere giovani ed anziani, per fare conoscere più da vicino una città che è anche arte e beni culturali, per promuovere turismo e attività commerciali e artigianali. Se si trascura la cultura, si trascura tutto ciò. Un amministratore miope non investe in cultura. Bisogna invece guardare lontano, ripartendo, per esempio, proprio dalla Braidense (e non trascuriamo la pinacoteca di Brera), superando sterili ripartizioni di competenze tra Stato ed enti locali, coinvolgendo i privati e dicendo a chiare lettere che vogliamo investire nella cultura. Io sono pronto e per quanto è nelle possibilità di un «ex prefetto» (come mi definisce l'autore) mi attivo subito. candidato sindaco alle primarie del centrosinistra