Si anticipa di un giorno. E così dovrebbe partire domani per l'Iraq la prima task-force italiana che comprende Genio militare, Carabinieri e tecnici del ministero dell'Ambiente. Quest'ultimo ha fatto sapere il ministro Altero Matteoli, da Parigi"è stato il primo a rispondere all'appello del presidente del Consiglio e del ministro degli Esteri, tanto che lo stesso premier in Consiglio dei ministri ci ha ringraziato». E il ministero «è pronto a spendere 1.3 milioni di euro per interventi nei settori dell'acqua, e a bonifica dei suoli e dei rifiuti». I nostri tecnici partiranno per un primo monitoraggio. Poi «Si faranno gli interventi. di ripristino ambientale, per i quali contiamo di coinvolgere anche i privati», ha concluso. Anche raccogliere informazioni sulla sorte del patrimonio culturale iracheno è un obiettivo della missione. Su incarico del ministro dei Beni culturali Giuliano Urbani, il direttore generale del ministero Giuseppe Proietti volerà a Baghdad per cercare di stabilire i rapporti con l'ufficio per la ricostruzione e l'assistenza umanitaria coordinato dal Generale Iav Garner e ripristinare i rapporti con il Dipartimento alle antichità dell'Iraq. «L'Italia - spiega il sottosegretario ai Beni culturali Nicola Bono si candida a svolgere un ruolo leader per il recupero e restauro del patrimonio iracheno. Durante i bombardamenti l'unica missione rimasta nel Paese era italiana (la squadra di archeologi e tecnici che lavoravano nell'area dell'antica città di Ninive, ndr)». Intanto occorre raccogliere informazioni: «Sappiamo che è stata bombardata la biblioteca nazionale a Baghdad dice Proietti , ma non sappiamo nulla di certo sullo stato dei siti archeologici e sui materiali contenuti nel museo. Quando sono stato lì a fine gennaio, molti oggetti contenuti nelle vetrine venivano rtiposti in alcune casse, non so poi quale sia stata la loro sorte. Già nel '91, alcuni dei materiali più preziosi, come gli ori delle principesse di Nimrod, furono messi nel caveau della Banca Centrale, anche se allora Baghdad non fu occupata)". E stavolta, poi, «corrono strane voci come quelle che affermavano che alcuni depositi del museo di Baghdad siano stati violati e saccheggiati da uomini muniti di chiavi. Non escluderei furti su commissione, anche se non abbiamo nessuna conferma». Per Proietti, occorre però anche «verificare lo stato di conservazione e individuare gli interventi che l'Italia potrà fare nelle prossime settimane. Bisognerà poi vedere se sarà possibile muoversi in territono iracheno. Spero si possa arrivare fino a Mosul al nord e al sud fino a Ur». Sarà anche necessario riavviare i contatti con i colleghi della struttura irachena. "E' importante l'operatività del dipartimento iracheno prosegue Proietti perché almeno tornino a essere presidiati i siti archeologici e monumentali più importanti, con il contributo dell'Italia, che per prima si è impegnata, e degli altri Paesi occidentali".