QUANDO sarà terminato sarà il più vasto museo d'Europa, è una delle Grandi Opere messe in cantiere dal governo Berlusconi, è il più importante progetto tra quelli a cui sta lavorando lo studio dell'architetta di fama mondiale Zaha Hadid. Eppure, a quasi tre anni dal via ai lavori, il cantiere di via Guido Reni lascia appena intravedere la struttura avveniristica di quello che sarà il Maxxi, il Museo nazionale delle arti del XXI secolo: finora è stato realizzato un quarto del lavoro. Mentre un altro progetto di Zana Hadid, non più difficile né più costoso, iniziato in Germania nello stesso periodo, è stato completato sei mesi fa. È stata la stessa Hadid a sollevare sommessamente la questione, durante una ricognizione al cantiere fatta dal ministro per i Beni Culturali Rocco Buttiglione. E la risposta è arrivata dal ministro e dalla rappresentante del ministero per le Infrastrutture Valeria Olivieri: i soldi per l'opera sono finiti e vanno trovati in fretta, anche se, per ora, nessuno sembra mettere in dubbio che i lavori termineranno, forse con qualche mese di ritardo. «L'opera ha avuto un finanziamento di 80 milioni, 22 dei quali sono già stati spesi. Ora cerchiamo un nuovo finanziamento», ha spiegatola Olivieri. Il problema è che il progetto era stato avviato con una legge ad hoc, che però nella stretta economica ha perso il finanziamento. In parole povere, al momento non ci sono più soldi per questo progetto. Questo a fronte di assicurazioni ribadite anche ieri, sia da Buttiglione che dal ministero per le Infrastnitture, che questi soldi saranno trovati. Quello che è certo è che per il momento intomo al futuro Maxxi si sono aggregate nuove competenze nel campo dell'edilizia. «Fare questa struttura è come fare una scultura», spiegava ieri uno degli ingegneri della ditta che svolge i lavori. Tutta la costruzione viene fatta con una colata di un particolare tipo di calcestruzzo che permette le linee flessuose delle pareti immaginate dalla Hadid, e che viene prodotto direttamente nel cantiere, mentre per la manodope-ra sono stali selezionati 70 operai specializzati che devono misurarsi ogni giorno con un innovativo sistema di costruzione, praticamente sconosciuto nel nostro paese. Tutto ciò dovrebbe sfociare, nella seconda metà del 2007, in un museo che sarà un'opera d'arte, colmo a sua volta di opere d'arte. Sempre che i soldi arrivino.