LA PIAZZA E' sempre quella disegnata da Michelangelo ed è del maestro il basamento ma sopra vi è posata una copia, per i problemi causati dall'inquinamento e dalla sicurezza di un monumento che è un simbolo di Roma e dell'Italia dell'arte LA STATUA L'imperatore filosofo, saggio, generoso, amante della pace e dell'ordine si trova in un'ampia e luminosa sala vetrata all'interno del Palazzo dei Conservatori E' una nuova ala dei Musei un luogo noto come "Giardino Romano" Nel 1873, quando Henry James arrivò in piazza del Campidoglio restò colpito dalla bellezza della statua equestre di Marco Aurelio, l'unica arrivata integra ai giorni nostri, probabilmente fusa intomo al 176 dopo Cristo. E gli sovvennero le parole di Nathaniel Hawthome guardando il braccio dell'imperatore steso «con un imperio che è al tempo stesso una benedizione». Annotò nel suo diario: «Dubito che qualunque altra statua di re o generale, posta in una pubblica piazza, in qualsivoglia parte del mondo, riesca più di questa a penetrare nel cuore di tutti». Oggi le sensazioni non sarebbero più le stesse. La piazza è sempre quella disegnata da Michelangelo, ed è del maestro il basamento. Ma vi è posata sopra una copia, non eccelsa. Forse non v'era scelta. Troppi i problemì causati dall'inquinamento, dalla sicurezza di questo monumento che è un simbolo di Roma e dell'Italia dell'arte. E l'originale, che fu trasferito nel 1538 dal Laterano in Campidoglio per ordine di Paolo III, prima restaurato e dal 1990 ricoverato al pianterreno del museo capitolino, ha ora trovato una nuova sistemazione. Per Marco Aurelio, l'imperatore filosofo, saggio, generoso, amante della pace e dell'ordine, è stata "costruita" una "casa". E' "l'esedra di Marco Aurelio", progettata dall'architetto Carlo Aymonino, un'ampia e luminosa sala vetrata che è all'interno del Palazzo dei Conservatori: è una nuova ala dei Musei Capitolini. Il luogo è noto come "Giardino Romano" e i lavori di ristrutturazione, di questo che per il museo è il primo vero intervento d'architettura contemporanea, hanno portato al ritrovamento delle imponenti fondazioni del tempio di Giove che sorgeva sul Campidoglio, ben visibili per il pubblico che da domani - quasi un "regalo di Natale" dell'amministrazione guidata da Walter Veltroni arriverà in questo palazzo delle meraviglie che custodisce capolavori supremi. Il Marco Aurelio, dopo aver incontrato sculture di Gian Lorenzo Bernini o Alessandro Algardi, la Lupa capitolina, adesso si raggiunge superando le ultime sale dell'appartamento dei Conservatori riallestite con la collezione Castellani, esposta nelle originali vetrine ottocentesche: vasi etruschi e greci, come il famoso cratere di Aristonothos con la scena dell'accecamento di Polifemo da parte di Ulisse e dei suoi compagni. E' a questo punto che si varca una porta e di colpo si entra nella grandiosa "esedra", aula ipertecnologica, invasa dalla luce naturale madalmicro climacontrollato, in qualche modo erede dì un padiglione demolito all'inizio del Novecento. E' quasi un anfiteatro dai colori pastello, a pianta ellittica, con sei pilastri d'acciaio che sorreggono l'alta cupola mascherati da colonne e dipinte d'azzurro («è un richiamo al colore del cielo», sostiene Anna Mura Sonimeli a, direttrice dei musei), intorno al quale hanno trovato posto ciò che resta della statua colossale di Costantino e la splendida statua di Èrcole in bronzo dorato, opere rinvenute sotto il pontificato di Sisto IV, fondatore delle raccolte capitoline. E' questo il luogo che domina Marco Aurelio. Il monumento non ha un basamento michelangiolesco ma una pedana,-un palcoscenico, progettato dall'architetto Francescc Stefanori, che si incunea nel centro dell'esedra. La visione è spettacolare ma completamente diversa dall'immagine sedimentata nella memoria collettiva. Sicuramente susciterà consensi e opposizioni perché la percezione del Marco Aurelio muta fortemente. Me forse, come scrisse lo stesso imperatore ne: suoi Pensieri, «nulla v'è di male se si subisce una mutazione».
Una nuova sala dell'architetto Aymonino per il monumento equestre dell'imperatore
La Piazza del Campidoglio è disegnata da Michelangelo, ma la statua dell'imperatore Marco Aurelio è stata sostituita da una copia a causa dei problemi di inquinamento e sicurezza. La statua originale è stata trasferita nel 1538 e ora si trova al Museo Capitolino. Una nuova ala dei Musei Capitolini, nota come "Giardino Romano", è stata costruita per ospitare la statua di Marco Aurelio. L'edificio è stato progettato dall'architetto Carlo Aymonino e presenta una sala vetrata con una cupola azzurra. La statua di Marco Aurelio è stata posizionata in un palcoscenico progettato dall'architetto Francescc Stefanori.
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