Una strada sta violentando un prezioso territorio con ville, casali e paesaggi storici. La barbarie è fra noi. Nel cuore dello Stato, fra i nostri politici, fra i nostri amministratori, senza distinzioni fra partito e partito, ma fra ignoranza e intelligenza, irresponsabilità e senso morale, speculazione e cultura del territorio. A Piacenza la costruzione di una bretella stradale sta stuprando selvaggiamente un prezioso comprensorio di casali e paesaggi storici, la Veggioletta. In particolare, verrebbe penalizzata dal nuovo «autodromo» (quasi 25 metri di larghezza) la settecentesca Villa Serena (già Casino Nicoli Scribani), fra i maggiori esempi dell'architettura suburbana locale. Siamo tornati indietro di quarantanni, neanche la mafia, la camorra e la 'ndrangheta messe assieme avrebbero potuto pensare a uno sfregio più sfacciato nei confronti del patrimonio storico e paesaggistico di Piacenza. Lo hanno voluto, invece, amministratori locali che pretendono il totale secessionismo politico, poco rispettose dei vincoli legali previsti dallo Stato e in nome di una democrazia evocata senza riflessione. È cosa nostra, dicono, invocando l'aiuto dei loro padrini politici.
"Bretella" strozza un gioiello piacentino
Una strada sta violentando un prezioso territorio con ville, casali e paesaggi storici. La barbarie è fra noi. Nel cuore dello Stato, fra i nostri politici, fra i nostri amministratori, senza distinzioni fra partito e partito, ma fra ignoranza e intelligenza, irresponsabilità e senso morale, speculazione e cultura del territorio. A Piacenza la costruzione di una bretella stradale sta stuprando selvaggiamente un prezioso comprensorio di casali e paesaggi storici, la Veggioletta. In particolare, verrebbe penalizzata dal nuovo autodromo (quasi 25 metri di larghezza) la settecentesca Villa Serena (già Casino Nicoli Scribani), fra i maggiori esempi dell'architettura suburbana locale. Siamo tornati indietro di quarantanni, neanche la mafia, la camorra e la 'ndrangheta messe assieme avrebbero potuto pensare a uno sfregio più sfacciato nei confronti del patrimonio storico e paesaggistico di Piacenza. Lo hanno voluto, invece, amministratori locali che pretendono il totale secessionismo politico, poco rispettose dei vincoli legali previsti dallo Stato e in nome di una democrazia evocata senza riflessione. È cosa nostra, dicono, invocando l'aiuto dei loro padrini politici.
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