Un ritardo di almeno sei mesi nella realizzazione del MAXXI, il museo nazionale delle arti del XXI secolo, progettato dall'architetto anglo-irachena Zaha Hadid. I lavori vanno a rilento soprattutto per probeimi economici. Degli 80 milioni necessari, ne mancano 53. Hadid: «Spero di finire in due anni». Visita al cantiere del Museo con l'architetto Zaha Hadid: il "gemello" tedesco è finito Un architetto superstar. Un progetto unanimemente definito eccezionale, che segna una svolta in una città ricca di tesori architettonici come nessun'altra al mondo. Un ritardo di almeno sei mesi nella sua realizzazione. Un'imbarazzante, per usare un eufemismo, disponibilità di fondi per terminarlo. E un Belpaese senz'altro bellissimo ma che può anche essere irritante, molto irritante. L'architetto è Zaha Hadid, anglo-irachena famosa in tutto il mondo per l'audacia innovativa delle sue opere, prima donna ad essersi imposta su una scena internazionali le sempre dominata dagli uomini. Il progetto è il MAXXI Museo Nazionale delle Arti del XXI Secolo, che esporrà finalmente il meglio dell'arte contemporanea nella sede per eccellenza di quella classica. Il ritardo va misurato su una tabella di marcia che finora ha consentito la realizzazione del 30 per cento dei lavori, frenati da mille problemi, soprattutto economici. Quanto alla disponibilità di fondi, i conti sono chiari e semplici: il progetto Hadid necessita di 80 milioni di euro, ne sono stati utilizzati 22 e così, ne mancano 58 il cui destino è assai incerto... «Spero di finire in due anni, credo che ora i lavori andranno avanti più velocemente», ha detto Zaha Hadid, visitando ieri il cantiere con il ministro per i Beni e le Attività Culturali Rocco Buttigliene. Lo slittamento del termine previsto per il completamento dell'opera, fissato in un primo tempo per il 2006, tocca infatti quello della seconda metà del 2007. Ma, per quanto (come ha riconosciuto lo stesso Buttìglione) Hadid non ha voluto lamentarsi dei ritardi, di cui l'architetto anglo-irachena non ha attribuito alcuna colpa all'impresa che li sta eseguendo («con loro abbiamo lavorato bene», ha voluto precisare), è difficile evitare un forte disagio quando, nel corso della conferenza stampa di presentazione, mostra le immagini del Centro per la Scienze di Wolfsburg, in Germania. Per che il Centro, aperto sei mesi fa è stato iniziato nello stesso mese in cui partiva il cantiere de MAXXI e, come se non bastasse, è molto simile a quello del museo di Roma... Sul problema dei fondi, But tiglione è stato deciso. «Noi abbiamo la responsabilità culturale - ha detto - mentre quella economica è del Ministero per le Infrastrutture che se la assunse al momento del varo dell'opera e che, peraltro, di fronte a una Finanziaria molto rigorosa, ha meno problemi di noi». Al suo fianco, Valeria Olivieri, direttore generale del S.I.I.T. Lazio Abruzzo e Sardegna del Ministero per le Infrastrutture, non lo ha contraddetto puntualizzando: «Cerchiamo i finanziamenti per il 2006, sapremo fra qualche giorno quale sarà il loro ammontare. Il nostro impegno è quello di rispettare il termine di fine 2007». Ma c'è stato, secondo la Olivieri, un altro non trascurabile problema: «Le difficoltà operative iniziali sono derivate anche dal fatto che il progetto della Hadid è molto complesso e inedito per l'Italia». Quello del MAXXI «è il più grande cantiere in azione a Roma», ha precisato Pio Baldi, direttore della DARC Direzione Generale per l'architettura e le arti contemporanee del Ministero per i Beni Culturali, «ed è ad altissima tecnologia: cemento, vetro e ferro non sono mai stati utilizzati in questo modo. Le mura esterne degli edifici sono infatti realizzate in cemento a vista attraverso un procedimento che prevede la colata in speciali strutture, e le maestranze impiegate hanno dovuto essere istruite per questo nuovo genere di costruzione». Bene, questi ostacoli sono stati superati. Rimane la spada di Damocle dei fondi: un'incertezza inammissibile se vorremo davvero mantenere un impegno che darà a Roma un'opera contemporanea degna del suo status di città d'arte unica al mondo. IL PROGETTO Il movimento: idea guida per spazi espositivi variegati «Questo è il progetto più importante a cui il mio studio sta lavorando», ha dichiarato Zana Hadid, «e spero di poterlo vedere andare avanti e completarsi. L'idea che è alla base del progetto è quella di movimento, un movimento generato da linee di forza che, sovrapponendosi, creano diversi livelli. Lo stesso sito, con la sua forma a L, suggerisce e scaturisce queste linee di forza, dando vita a spazi interni ed esterni che si intersecano, senza rinunciare alla robustezza dell'edifìcio. Le linee si incontrano in maniera sempre diversa generando spazi espositivi variegati e utilizzabili in maniera diversa». Considerata uno dei massimi architetti contemporanei, esponente di spicco del decostruttivismo, Hadid ha dedicato grande attenzione nel suo lavoro progettuale alle idee di flusso, di campi di forza e di movimento, in perfetta sintonia con i contributi dell'informatica e della fisica moderna. E' stata premiata nel 2004 con il Pritzkér, considerato il Nobel dell'architettura. I suoi progetti più importanti sono il Vitra Fire Station e LFone Pavillion in Germania, il Centro d'arte contemporanea di Cincinnati e l'ampliamento del Museo Ordrupgaard a Copenaghen.
MAXXI ritardi, mini fondi il capolavoro è in affanno
Il MAXXI, il museo nazionale delle arti del XXI secolo progettato dall'architetto Zaha Hadid, sta subendo un ritardo di almeno sei mesi nella sua realizzazione. I lavori sono stati frenati da problemi economici, con un budget di 80 milioni di euro che ne mancano 53. Hadid ha visitato il cantiere con il ministro per i Beni e le Attività Culturali Rocco Buttigliene e ha affermato di sperare di finire il progetto in due anni. Il progetto è stato definito eccezionale e segna una svolta in una città ricca di tesori architettonici. Il ritardo è stato misurato su una tabella di marcia che ha consentito la realizzazione del 30% dei lavori.
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