Oggi assemblea dei soci e del Cda Questa mattina, dopo il successo - suggellato anche dai commenti internazionali - della «prima», e alla vigilia del Concerto di Natale diretto da Daniel Barenboim domani sera (in programma Sinfonia n.9 in re minore opera 125 di Ludwig van Beethoven; biglietti esauriti, loggionisti oggi pronti agli appelli per i 140 posti in vendita due ore prima) si tengono assemblea dei soci e consiglio di amministrazione della Fondazione Scala. Sarà la «resa dei conti», poiché di questi si parlerà. Il 2005, per il quale si sono annunciate perdite da 15 milioni, chiuderà invece con circa 1,2 o 1,5 milioni di euro di perdite. I motivi sono: ingresso di nuovi soci privati (come il Gruppo Riva, le Poste italiane e la Banca del Monte di Lombardia), una vertenza Irap vinta dalla Fondazione che consente di inserire a bilancio consuntivo 3,5 milioni di euro e gli incassi dell'«Idomeneo» di oltre 2 milioni di euro. A questi dati ben diversi da quelli che si temevano fanno però riscontro i nuovi allarmi per il bilancio preventivo del 2006. Qui si dovranno affrontare i tagli al Fondo unico per lo spettacolo, che si è assottigliato di 60 milioni rispetto ai 464.589.660 euro del 2005. Un 15 che per la Scala potrebbe voler dire circa 5 milioni di euro in meno. In più si annuncia qualche maggiore costo per il risanamento della palazzina di via Verdi, che la Scala potrà usare per meglio distribuire gli spazi interni. Non si discuterà dell'allargamento del Cda da 7 a 9 membri, perché bisogna attendere di vedere se passerà con i collegati alla legge finanziaria. Il ministro dei Beni Culturali Rocco Buttiglione ha promesso che, eventualmente, a gennaio proporrà in un nuovo decreto l'ampliamento del Cda.