La denuncia degli intellettuali dopo l'allarme lanciato dalle email al Corriere: è un patrimonio nazionale, merita più attenzione. A rischio un milione e 300 mila volumi Appello per la biblioteca: più fondi per il restauro e la manutenzione dei libri Un appello per la Braidense, a cui sono stati tagliati del 60 per cento i fondi per il restauro e la spolveratura dei libri (nel 2003 Roma aveva stanziato 154.930 euro, nel 2004 23.240). Di più: i 63 mila euro di finanziamenti annunciati per quest'anno per la tutela dei testi sono stati congelati dal ministero per i Beni e le Attività culturali per mancanza di disponibilità di cassa. Scrittori, intellettuali, esponenti del mondo della cultura di Milano sono tutti d'accordo su un punto: «La biblioteca di Brera fa parte del patrimonio nazionale. E merita una considerazione particolare anche da parte delle istituzioni nazionali». I problemi legati alla manutenzione dei volumi sono stati sollevati la scorsa settimana dagli habitué della Braidense, che hanno denunciato con email al Corriere della Sera le carenze nella conservazione di un patrimonio libraio di sei secoli: i testi sono spesso ricoperti di polvere e con rilegature che mostrano i segni del tempo. Non solo: nei giorni scorsi nella Sala dei Cataloghi gocciolava acqua dal soffitto per la perdita di un tubo del riscaldamento. «Con il milione e mezzo di risorse ricevute tentiamo di far fronte a tutte le uscite», si era giustificato il direttore Roberto Di Carlo, costretto ad acrobazie di bilancio per fare tornare i conti. E adesso la denuncia dei visitatori della biblioteca più importante di Milano (con un milione e 300 mila libri sugli scaffali) viene raccolta non solo da Letizia Moratti e Bruno Ferrante, in corsa per Palazzo Marino, ma anche dal mondo della cultura. «Chi comanda e deve mettere a disposizione i fondi si comporta come i giapponesi, che quando vengono in città trascurano la Braidense osserva lo scrittore Umberto Eco . È una tristezza». Per l'autore di Due di due, Andrea De Carlo, è molto grave quando i tagli dei finanziamenti mettono a rischio il patrimonio culturale: «È importante che ci sia una reazione da parte dei cittadini dice per impedire che problemi del genere passino inosservati». La scrittrice Camilla Baresani alla Braidense ha studiato per anni: «Ho preparato in Brera tutti i mie esami di storia racconta . E tutte le volte che mi vengono a trovare amici dall'estero li porto subito qui. È un posto che dà lustro alla città». Francesco Cassetti, docente all'Università Cattolica, annota: «È un paradosso che Milano progetti una nuova biblioteca, ma non abbia i soldi per quella "vecchia"». L'assessore alla Cultura, Stefano Zecchi, spera che i fondi per il restauro dei libri vengano sbloccati al più presto («Fa parte di un patrimonio nazionale»), mentre Salvatore Carrubba, esponente dell'associazione Mi06, rileva: «Trovare i finanziamenti non è compito di Palazzo Marino, ma di Roma. Il Comune le sue biblioteche le valorizza, lo stesso deve fare il ministero con quelle che gestisce direttamente». «Uno scandalo, tuteliamo la cultura» Ha ragione Gaspare Barbiellini Amidei a porre con forza, sul Corriere della Sera, il problema della biblioteca Braidense, che, come egli spiega, «deperisce di polvere e umidità». Un vero scandalo, di insensibilità e autolesionismo. Quello della Braidense è il problema della cultura a Milano. Tema sottovalutato (Salvatore Carruba aveva tentato, ma non a caso, si è dimesso da assessore), mentre è centrale per il futuro della città. E non semplicemente per una maggiore offerta culturale, ma per una crescita complessiva, anche sociale ed economica di Milano. Dalla cultura si deve partire per realizzare un più forte tessuto connettivo della società, per coinvolgere giovani ed anziani, per fare conoscere più da vicino una città che è anche arte e beni culturali, per promuovere turismo e attività commerciali e artigianali. Se si trascura la cultura, si trascura tutto ciò. Un amministratore miope non investe in cultura. Bisogna invece guardare lontano, ripartendo, per esempio, proprio dalla Braidense(e non trascuriamo la pinacoteca di Brera), superando sterili ripartizioni di competenze tra Stato ed enti locali, coinvolgendo i privati e dicendo a chiare lettere che vogliamo investire nella cultura. Io sono pronto e per quanto è nelle possibilità di un «ex prefetto» (come mi definisce l'autore) mi attivo subito. candidato sindaco alle primarie del centrosinistra «No all'abbandono, subito gli aiuti» Letto l'appello per mantenere attiva ed efficiente la biblioteca Braidense che Gaspare Barbiellini Amidei ha lanciato dalle colonne del Corriere della Sera ho contattato Rocco Buttiglione, ministro dei Beni Culturali da cui dipende l'amministrazione del prezioso fondo librario di Milano. Il ministro Buttiglione, esaminato il caso, mi ha assicurato lo sblocco urgente dei fondi che lo Stato deve erogare alla Braidense e che sono fermi per impedimenti burocratici. Mi rendo conto che questi interventi d'emergenza non risolvono alla radice le situazioni più difficili, ma ringrazio per le segnalazioni che evitano abbandono e disinteresse per la salvaguardia dei giacimenti di cultura e conoscenza. Come ho detto fin dall'inizio rivolgendomi con una lettera a tutti i milanesi nel momento in cui mi sono candidata a sindaco della città, penso ad una Milano capace di promuovere un forte investimento nella cultura come sistema di eccellenze teatrali, museali, musicali e artistiche. Ho molto a cuore i problemi delle biblioteche delle scuole italiane che appartengono alla rete del ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca perché negli anni scorsi, proprio insieme al ministero dei Beni Culturali, il Miur ha finanziato un progetto da 8 milioni di euro per la messa in rete dei volumi custoditi nelle 844 biblioteche del Sistema Bibliotecario Nazionale e di formazione professionale per 2600 bibliotecari. candidato sindaco per il centrodestra
MILANO: Basta tagli, la Braidense va difesa
La biblioteca Braidense di Milano, che ospita un milione e 300 mila volumi, è stata oggetto di una denuncia degli intellettuali e del mondo della cultura per le carenze nella sua manutenzione. I visitatori hanno denunciato problemi di polvere e umidità, mentre il direttore Roberto Di Carlo ha dovuto acrobazie di bilancio per far tornare i conti. L'assessore alla Cultura Stefano Zecchi spera che i fondi per il restauro dei libri vengano sbloccati al più presto, mentre Salvatore Carrubba, esponente dell'associazione Mi06, rileva che il problema non è solo di Palazzo Marino, ma anche del ministero per i Beni e le Attività culturali.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo