Lettera dell'avvocato: no alla vendita degli scatti, non avete i diritti. Il teatro «cancella» le immagini del maestro La polemica. La questione legale ultimo atto di un lungo scontro Fotografie «svanite» anche nel sito Al negozio. Nel librone dei grandi direttori uno spazio bianco tra Sinopoli e Chailly MILANO Un colpo di bacchetta e puff, invece di materializzarsi le note del Fidelio svaniscono le foto del maestro Riccardo Muti dal bookstore e dal sito internet della Scala. Tutto esaurito per le feste natalizie? No. Le foto sono state ritirate dalla Scala dopo una lettera dell'avvocato del maestro a metà novembre. Problemi legati allo sfruttamento dell'immagine. Secondo il legale, la Scala non ha il diritto di sfruttare l'immagine di colui che è stato direttore musicale del teatro per 19 anni. A meno che non ci sia un contratto. La Scala ha accolto la richiesta del maestro e ha ritirato le foto dalla vendita pur facendo sapere, molto gentilmente ma con molta amarezza, che il maestro era a conoscenza delle foto. Ultimo atto di un'epopea che ha sconvolto per due anni il teatro più famoso del mondo. La lotta, le guerre, le ripicche, il voto dei lavoratori della Scala. L'abbandono in ordine di apparizione del sovrintendente Carlo Fontana, del maestro Muti, del sovrintendente Mauro Meli, dell'assessore alla Cultura, Salvatore Carrubba. Un terremoto. Anzi, uno tsunami la cui onda lunghissima ha provocato altre defezioni illustri. Prima quella di Fedele Confalonieri, patron di Mediaset, dalla Filarmonica, poi quella di Marco Tronchetti Provera dal cda. Sembrava tutto finito con la prima della Scala diretta dal giovane maestro Daniel Harding, invece alla tragedia si è aggiunta in perfetto stile drammaturgico - la commedia. Per rendersene conto di persona basta andare in piazza della Scala e invece di infilare il portone principale, entrare nella porticina laterale a sinistra, sede del bookstore scaligero. Tra incisioni, cd, dvd spiccano anche due leggii. Sopra ci sono posati due libroni. Dentro le foto di chi ha fatto grande la Scala: direttori d'orchestra, cantanti, registi. Sfogli, sfogli e risfogli, fino a che non arrivi a due pagine vuote, la 30 e la 31. Due fogli bianchi tra il maestro Giuseppe Sinopoli e il maestro Riccardo Chailly. Quelle del maestro Muti. «Il maestro non vuole che si vendano» spiega una signora da dietro al banco. Due foto, dal costo di 7,75 euro l'una. In tutto 350 foto vendute dal 2001 al 2005. «E dicono alla Scalale foto sono state selezionate dallo stesso Muti, anche perché erano quelle che poi lui firmava quando gli appassionati andavano a trovarlo nei camerini». Al Piermarini hanno fatto anche due conti: tenendo conto dei diritti di sfruttamento di immagine (circa il 25 per cento) si arriverebbe a una cifra che si aggira intorno al centinaio di euro. Segno che le ferite scaligere non si sono ancora cicatrizzate. Che il voto dell'assemblea dei lavoratori della Scala del 17 febbraio con cui si chiesero «le dimissioni del direttore musicale» risuona ancora nel cuore di tanti protagonisti. Ne fanno fede le parole scritte da Muti nella sua lettera di dimissioni dalla Scala del 3 aprile: «È una scelta obbligata perché, malgrado le attestazioni di stima espresse nei miei confronti dal cda, l'ostilità manifestata in modo così plateale da persone con le quali ho lavorato per quasi vent'armi rende davvero impossibile proseguire un rapporto di collaborazione che dovrebbe essere fondato sull'armonia e sulla fiducia». Adesso rende impossibile anche la presenza di Muti in fotografìa. Gli altri direttori, nel librone, ci sono tutti.