La Commissione Ue ha nominato cinque specialisti per analizzare gli studi di Ltf. Anche Cig e governo cercano intesa con valsusini La Commissione europea ha nominato, ma non ne ha comunicato i nomi, cinque esperti super partes che analizzeranno quanto finora è stato fatto per la Torino-Lione. Si tratta di due specialisti di trasporti, di due geologi-idrologi e di uno specialista dell'impatto ambientale. Obiettivo è confermare, in circa due mesi, la pertinenza di tutti gli studi eseguiti finora da Ltf (Lyon Turin ferroviarie): ovvero che l'opera nasce per diminuire il traffico su gomma e quindi l'inquinamento, che l'eventuale presenza di amianto nei lavori può essere gestita e che non ci sarà un impatto negativo a livello ambientale ed economico sulla Valsusa. I comitati No-tav però non sembrano minimamente interessati a questa nuova iniziativa, essendo già a conoscenza di questi dati, ed essendo comunque contrari all'opera. Proprio delle proteste che hanno mobilitato nelle settimane scorse decine di migliaia di valsusini si è parlato alla Commissione inter-governativa (Cig) italo-francese, svoltasi a Parigi lunedì. Perché anche se i terreni di Venaus sono stati liberati, e perciò si sono cominciati i lavori preliminari al sondaggio vero e proprio che inizierà a marzo-aprile, si è ben consapevoli che serve un accordo con le popolazioni locali. In tal senso la Cig ha fatto un primo passo, costituendo una sottocommissione che dovrà stabilire, a opera conclusa, le tariffe e i provvedimenti normativi per il passaggio da gomma a ferro dei trasporti. Sempre nel tentativo di un accordo, a Palazzo Chigi la settimana scorsa si è istituito un tavolo di concertazione dove tutti, dai sindaci al ministero, siano presenti. Per ora però non si sa ancora quando ci sarà la prima riunione. Si era parlato di questa settimana, ma nessuna comunicazione è ancora giunta. Difficile quindi anche capire se le proteste coinvolgeranno i Giochi olimpici di Torino 2006. La tregua auspicata da più parti sembra infatti molto fragile. In questa situazione l'Unione europea si trova quindi ovvie difficoltà, nonostante la nuova commissione di esperti. Loyola de Palacio, responsabile del corridoio numero 5 da Kiev a Lisbona, aveva ribadito a inizio mese che se entro Natale non fossero partiti i lavori preliminari a Venaus i finanziamenti della Ue erano a rischio. Ora i lavori sono cominciati e i finanziamenti arriveranno. Su quale sarà la percentuale però non si hanno certezze. Si parte dal 20 come deciso nel 2004. Ieri intanto si è svolta l'inaugurazione del centro informativo della Torino-Lione alla stazione di Torino Porta Nuova. La struttura è omologa di quella esistente dal 2004 a Modane. La presidente della regione Piemonte, Mercedes Bresso, e l'amministratore delegato di Rfi, Mauro Moretti, hanno fatto gli onori di casa. Nell'atrio della stazione una decina di contestatori si è limitata a gridare slogan d'accusa. Non invitati, per quanto mai diplomatici motivi di spazio, i sindaci della Valsusa. Non certo il modo migliore per cominciare un dialogo costruttivo, l'unica via d'uscita alternativa alla perdita dell'opera per il nostro paese a favore del Nord Europa pronto ad accoglierla senza intoppi.
TAV, la parola passa agli esperti
La Commissione europea ha nominato cinque specialisti per analizzare gli studi sulla Torino-Lione. I specialisti sono stati nominati per confermare la pertinenza degli studi eseguiti finora. La Commissione ha anche stabilito un accordo con la Cig per stabilire le tariffe e i provvedimenti normativi per il passaggio da gomma a ferro dei trasporti. La tregua tra i protestanti e i governanti sembra fragile. La Ue ha deciso di fornire finanziamenti per i lavori, ma non si conosce ancora la percentuale. La regione Piemonte ha inaugurato il centro informativo della Torino-Lione alla stazione di Torino Porta Nuova. I protestanti hanno manifestato contro l'inaugurazione, ma senza invitare i sindaci della Valsusa.
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