L'iniziativa promossa dalla Biennale di Venezia vuole promuovere al Sud l'arte contemporanea REGGIO CALABRIA - La Biennale di Venezia porta nel profondo Sud la grande architettura contemporanea con l'intento di coinvolgere le amministrazioni locali in un dibattito sugli orizzonti di urbanistica e territorio. È questo il senso di "Metamorph", mostra di progetti di alcune delle più grandi firme internazionali, in corso nella Villa Genovese Zerbi di Reggio Calabria fino al 26 febbraio 2006. Non una semplice esposizione, a detta degli organizzatori, quanto piuttosto un "salotto" all'interno del quale innescare un confronto serrato tra istituzioni e investitori per cambiare il Meridione con la grande pianificazione. L'happening rientra nel più complesso progetto "Sensi contemporanei" che vede coinvolti, insieme con la fondazione presieduta da Davide Croff, la Direzione generale per l'architettura e l'arte contemporanea del ministero dei Beni Culturali e il Dipartimento per le politiche di sviluppo e di coesione del ministero dell'Economia, sulla base di un accordo di programma quadro che copre il quinquennio 2003-2008. Con "Sensi contemporanei" il Governo si pone come obiettivi la promozione e la diffusione dell'arte contemporanea nelle regioni del Sud Italia, oltre che la valorizzazione di contesti architettonici e urbanistici preesistenti. All'iniziativa, per il solo 2004, sono andati 5 milioni, mentre altri 16 milioni copriranno gli happening dell'arco 2005-2008. In entrambe i casi si tratta di contributi attinti dal Fondo governativo per le aree sottoutilizzate. «La scommessa spiega Alberto Versace, consigliere del ministro dell'Economia Giulio Tramonti che ha seguito il progetto consiste nell'applicare ai beni culturali un accordo di programma quadro tra più ministeri ed Enti, secondo lo schema di solito utilizzato per le grandi opere pubbliche. Questo perché riteniamo che l'arte debba essere considerata, per il Meridione depresso, alla stregua di un'infrastruttura, di un bene, cioè, che se capitalizzato con investimenti ingenti innesca un circolo virtuoso creando indotto». "Metamorph" è finora l'ultima iniziativa messa in campo da "Sensi contemporanei" (nel 2006 è invece prevista una mostra di architettura contemporanea, con sede a Palermo, dedicata alle metropoli del Mediterraneo). L'esposizione calabrese propone uno sguardo sulle più significative opere che stanno ridisegnando le città del mondo, «occasione, metafora e suggestione», secondo gli organizzatori, per contribuire al dibattito sulla nuova identità architettonica e urbanistica che dovrà caratterizzare (e in alcuni casi sta già in questi anni caratterizzando) il Mezzogiorno. Nell'allestimento completamente nuovo, ideato per gli spazi di Villa Genovese Zerbi (che proprio la prima fase di "Sensi Contemporanei" ha permesso di riqualificare architettonicamente e avviare a una intensa e partecipata attività espositiva e culturale) sono presentate più di 200 opere, su 2mila metri quadrati di esposizione, scelte sia per interesse e attualità rilevante, che per affinità con le tematiche progettuali dei contesti urbani del Sud. Si va dall'Auditorium di Roma progettato da Renzo Piano alla Pennsylvania Station di New York di Roger Duffy e Brian Douglas Lee, dal nuovo Polo fieristico milanese (Massimiliano Fuksas e Doriana Mandrelli) al Guggenheim competition project di Tokyo (Jean Nouvel). Unica opera in mostra destinata ad una città del Sud è la Stazione per l'alta velocità di Napoli a firma di Peter Eisenman.