RAGUSA - II Tar di Palermo ha bocciato l'assessore regionale al Turismo Fabio Granata, ma l'amministratore è pronto a ricominciare la guerra a trivelle e società di ricerca petrolifere. Anzi, rilancia la sua azione ed annuncia che riproporrà «in giunta un articolo per riproporre in aula la revoca e il divieto di ogni concessione alla ricerca petrolifera nelle pertinenze dei siti Unesco, in linea con quanto sostenuto insieme al governatore Cuffaro». Accogliendo un ricorso della «Panther resources corporation», il Tar di Palermo ha sospeso tutti gli atti della Regione che miravano a bloccare le ricerche petrolifere e di gas sul territorio del Val di Noto. In particolare, i giudici amministrativi hanno bocciato le revoche delle autorizzazioni che la Regione aveva adottato con provvedimenti di giunta. Nel dettaglio, il Tar ha sospeso l'efficacia di quattro provvedimenti: la nota di Granata del 14 aprile con cui si chiede alla giunta regionale di revocare il permesso per il campo denominato «Fiume Tellaro»; la delibera della giunta regionale del 20 maggio che da mandato all'assessore all'Industria di sospendere il rilascio dei permessi di ricerca e concessione di coltivazione di idrocarburi nelle aree Unesco; la delibera del 13 luglio con cui si ripropone il provvedimento di maggio; la nota del 26 luglio dell'assessorato all'Industria che trasmette alla Panther la delibera della giunta regionale. L'assessore Granata, che sembra essere il più colpito dal provvedimento del Tar, perché è stato proprio lui ad intestarsi questa battaglia, non vuole commentare la decisione dei giudici amministrativi («Rispettosamente - è quanto ha affidato al proprio ufficio stampa - non apro polemiche»), ma annuncia che «il pronunciamento del Tar non avrà comunque alcun effetto. Tutti i Comuni, tranne Ragusa, si sono già impegnati a bocciare e non a mandare avanti i permessi comunque necessari per attivare nuove ricerche. La vigilanza politica sarà massima». La parte più rilevante di questa battaglia si gioca proprio in provincia di Ragusa, dove la Panther Eureka ha attivato alcuni campi per le ricerche di gas. E nel mirino di Granata c'è il Comune di Ragusa, il quale ha anche firmato con la società un protocollo d'intesa che prevede anche una serie di ritorni economici per l'ente locale ibleo. Nel suo braccio di ferro con l'allora sindaco di Ragusa Tonino Solarino, Granata ha anche usato espressioni pesanti e attuato contro il Comune una palese discriminazione, spostando a Modica, a pochi giorni dall'inaugurazione, la mostra antologica del pittore sciclitano Piero Guccione, organizzata proprio dall'assessorato regionale al Turismo. La decisione di Granata è giunta all'indomani dell'installazione di un polo eolico nella zona industriale di Ragusa. La «Panther», al di là del ricorso presentato al Tar, si è sempre detta tranquilla, perché, è stato ripetutamente sostenuto, la competenza esclusiva su questa materia è della polizia mineraria.
Nella val di Noto si può trivellare liberamente. Il Tar da ragione alla Panther. Granata non ci sta
Il Tar di Palermo ha bocciato l'assessore regionale al Turismo Fabio Granata, che aveva chiesto la revoca di permessi di ricerca petrolifera nelle aree Unesco. Il Tar ha sospeso gli atti della Regione che miravano a bloccare le ricerche petrolifere e di gas sul territorio del Val di Noto. L'assessore Granata ha annunciato di riproporre in giunta un articolo per riproporre la revoca e il divieto di ogni concessione alla ricerca petrolifera nelle pertinenze dei siti Unesco. Il Comune di Ragusa, che aveva firmato un protocollo d'intesa con la Panther Resources Corporation, ha bocciato la richiesta di Granata.
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