ItaliaOggi, 21122005 Assalto all'arma bianca al decreto legge sull'università. Il dl n. 250 del 5 dicembre scorso, approdato in commissione istruzione al senato per la conversione in legge, cambia nome. Il testo, licenziato ieri sera dalla VII commissione e che debutterà oggi in aula, si è arricchito di norme che escludono il blocco del turnover per l'Agenzia dei servizi sanitari regionali e per l'Istituto superiore di sanità, autorizzano un nuovo concorso per i presidi. Ma prevedono anche il riordino dell'Istituto italiano di studi germanici e la riforma delle scuole private. Un mare magnum di emendamenti, in molti casi già respinti in altri provvedimenti e alla ricerca di un approdo sicuro di fine legislatura, che hanno costretto la commissione, presieduta da Franco Asciutti, a modificare il titolo del disegno di legge di conversione (As 3684) in Misure urgenti in materia di università, beni culturali e in favore di soggetti affetti da gravi patologie nonché in tema di rinegoziazione di mutui e di accesso alla dirigenza'. Il provvedimento, che sarà licenziato dal senato entro il 30 dicembre, per poi approdare alla camera agli inizi del mese successivo (la conversione in legge deve avvenire entro il 4 febbraio, pena la decadenza), ridefinisce il sistema delle scuole private, riconducendole tutte a due sole categorie: paritarie e non paritarie. La norma, proposta dal governo, rimette dunque ordine nell'universo dell'istruzione privata, rifissando i paletti per il riconoscimento dei titoli e per la validità dei percorsi di studio rispetto al sistema nazionale. Gli istituti che non risponderanno ai requisiti minimi non potranno più assumere il titolo di scuola'. Un modo per fare chiarezza anche dopo i casi delle scuole islamiche. Il provvedimento rivede anche i titoli professionali per gli ordini dei dottori agronomi, forestali, architetti, pianificatori paesaggisti e conservatori, attuari, biologi, chimici e geologi. Oltre che l'accesso alla professione di statistico. Escluso poi il blocco delle assunzioni per l'Agenzia per i servizi sanitari regionali e per l'Istituto superiore di sanità. Blocco di assunzioni che invece è imposto alle fondazioni lirico-sinfoniche per due anni, viste le pessime condizioni finanziarie in cui versano.