Sarà un giudice a decidere il destino della Madonna del Parto di Piero della Francesca, uno dei massimi capolavori dell'arte italiana. La Diocesi di Arezzo e il comune di Monterchi, che si contendono la proprietà del grande affresco, non sono riusciti a trovare un accordo per la sua collocazione. E il Ministero dei beni culturali per il momento tace. Il tentativo di conciliazione, durato alcuni mesi, è fallito. Ieri il giudice Paolo Braccagni del tribunale di Firenze ne ha preso atto. La prima udienza della causa è fissata per il 12 novembre. Piero dipinse la Madonna del Parto intorno al 1460 nella chiesa di Santa Maria in Momentana, che si trovava fuori dal borgo di Monterchi, luogo natale di sua madre. Si ispirò alla figura mistica della «donna incinta vestita di sole» che appare nel dodicesimo capitolo dell'Apocalisse. Per secoli Santa Maria in Momentana fu luogo di devozione. Ma nel Settecento il capolavoro di Piero era negletto e dimenticato. Nel 1785 il vescovo di Arezzo Roberto Costaguti, accogliendo la supplica della comunità di Monterchi, consentì la demolizione della chiesa per ridurre il sito «ad uso di Campo santo per i defunti», a condizione che la comunità si facesse carico della manutenzione della cappella e dell'altare che sarebbero stati eretti nel cimitero. Nel documento non si faceva cenno alla Madonna. La comunità demolì per due terzi la chiesa, ricavandone la cappella. L'affresco si salvò,forse per caso. Soltanto l'8 settembre 1889 un ingegnere di Arezzo lo riconobbe come un capolavoro di Piero. Nel 1910 l'opera fu finalmente restaurata. Gli abitanti di Monterchi sono fieramente legati alla loro Madonna. Nella primavera del '44 due illustri storici dell'arte, Mario Salmi e Ugo Procacci tentarono invano di portare via l'affresco per sottrarlo alle razzie dei tedeschi. Minacciati coi i bastoni, furono salvati dai carabinieri. Poi gli abitanti d Monterchi nascosero la loro Madonna con una parete d mattoni. Tanta passione infiamma gli animi anche oggi. Forse ancor di più, visto che il capolavoro d Piero attira 50 mila visitatori ogni anno ed è divenuto fonte d fama e di ricchezza per il paese. Nel 1993, dopo un nuovo restauro, la Madonna è stata tra sferita in una ex scuola nel centro del paese, dove il Cornune ha reato un percorso museale. Una soluzione che non soddisfa nessuno, meno di tutti la Diocesi di Arezzo. E' stato proprio il vescovo Gualtiero Bassetti a rivolgersi al tribunale. Assistito dall'avvocato Mauro Giovannelli di Prato rivendica la proprietà della Madonna, e ne chiede il ripristino della funzione di culto e la collocazione in una chiesa, possibilmente nella cappella del cimitero. Soluzione caldeggiata anche dagli esperti del ministero, se non fosse che la cappella è fatiscente, isolata e difficile da proteggere. Ma il sindaco Ds di Monterchi, Gabriele Severi, assistito dall'avvocato Vittorio Chierroni, non èdisposto a rimandare la Madonna fuori dal borgo. Dopo aver proposto la costruzione di un «tempio civico», scartato dal vescovo perché sapeva tanto di «rivoluzione francese», ha progettato di realizzare in un edifi- cio adiacente alla chiesa di San Simeone, che si trova nella piazza del paese, un museo e una cappella dedicata alla Madonna del Parto, raggiungibile dalla chiesa. Un tentativo di conciliare le esigenze del turismo con quelle del culto che non è apparso soddisfacente al vescovo. E così la parola passa al giudice.