«Oggi avviamo ufficialmente la candidatura per il riconoscimento dell'Etna a Patrimonio dell'umanità. L'importante è fare convergere la tattica d'azione di Provincia, Comune di Catania e Parco dell'Etna, con le attività dei club service e delle associazioni culturali, per far si che la richiesta sia forte e produca i risultati sperati. Oltretutto riponiamo fiducia nelle nostre aspettative perché il sottosegretario ai Beni culturali, Nicola Bono, e Ray Bondin, presidente del Comitato internazionale delle città e dei villaggi storici, esperto di patrimonio mondiale Unesco, hanno sposato la causa di questo riconoscimento al nostro vulcano. L'Etna è da sempre, nei fatti, patrimonio dell'umanità, adesso aspettiamo solo l'imprimatur da parte dell'Unesco». Con queste dichiarazioni il presidente della Provincia regionale di Catania, on. Raffaele Lombardo, ha aperto la conferenza stampa dedicata all'Etna, e alla possibilità concreta che il vulcano, per peculiarità e unicità, sia inserito nell'elenco dei siti riconosciuti dall'Unesco. «L'attribuzione dell'importante riconoscimento al Barocco del Val di Noto ha permesso di valorizzare quella porzione di territorio - ha sottolineato l'on. Lombardo -, con ricadute positive in termini di sviluppo economico, per la maggiore attenzione turistica e culturale che esso ha saputo suscitare. Noi abbiamo le carte in regola per puntare a una valorizzazione dell'Etna, non più come semplice patrimonio immobile, ma come volano di iniziative e di ricchezza». Rey Bondin, da parte sua, si è dichiarato ottimista perché anche se il riconoscimento ufficiale di "Patrimonio dell'umanità" richiede un iter particolarmente complesso, questa volta la richiesta della Provincia di Catania vede coinvolta tutta la comunità locale nelle sue più diverse componenti. «L'Etna - ha detto - ha i prerequisiti che possono consentire di ottenere il risultato positivo. Leggi che tutelano il patrimonio in questione, un'azione di tutela molto forte grazie alla presenza e all'attività dell'Ente Parco e l'autenticità del paesaggio, anche se questi è in costante evoluzione per le caratteristiche stesse del vulcano attivo. Ma questi requisiti senza il supporto politico e una generale mobilitazione della società non basterebbero». Cettino Bellia, presidente del Parco dell'Etna, ha sottolineato che «l'Ente sta lavorando da anni affinchè l'Etna sia una occasione di sviluppo, senza dimenticare due aspetti essenziali: che è un'area protetta e un vulcano attivo. Tutto ciò che si vuole realizzare e i progetti futuri devono tenere conto di queste due realtà, poi il dibattito può essere quanto più ampio è possibile, anche nell'ambito del riconoscimento dell'Unesco». Maria Elisa Brischetto, presidente del Centro Unesco di Catania, ha ricordato come la candidatura dell'Etna risalga ad una decina di anni fa, ma che solo adesso, sulla spinta di un nuovo e corale impulso sinergico, ci sono tutte le premesse per arrivare al traguardo. Anche l'assessore alla Cultura del Comune di Catania, Giuseppe Maimone, ha ricordato la grandissima valenza e il naturale richiamo che nei secoli e in tutto il mondo ha esercitato il nostro vulcano. «I grandi viaggiatori del settecento - commenta Maimone - si spingevano fino in Sicilia per scoprire tramite l'archeologia le più antiche origini classiche della nostra cultura, ma restavano fortemente attratti dalla spettacolarità del vulcano». Che l'Amministrazione provinciale di Catania creda fortemente in questo monumento della natura è confermato dalla decisione del presidente Lombardo di istituire uno specifico assessorato, retto da Orazio Pellegrino, e dall'attenzione rivolta da diversi componenti della Giunta tra i quali il vicepresidente Angelo Sicali, Ambiente, Mimmo Galvagno, turismo, Gesualdo Campo, Cultura, Ignazio Gambino, Agricoltura. I lavori sono stati coordinati da Francesco La Rocca, presidente dell'associazione Banco dei giovani.