Il Comune non eserciterà la prelazione per il complesso Ravignani Bajetta Troppo cara, persa la villa storica L'opposizione:«Un simile patrimonio doveva restare al paese» Fumane. Il 15 settembre era stato convocato d'urgenza il Consiglio comunale per valutare la possibilità di esercitare il diritto di prelazione su Villa Ravignani Bajetta. Il Comune era stato informato della vendita della villa, da parte del ministero per i Beni e le attività culturali, nei primi giorni del mese di agosto. Riferisce il capogruppo della minoranza Domenico Bianchi, già sindaco di Fumane: «Il Comune, la Regione Veneto e la Provincia di Verona avevano la possibilità di esercitare il diritto di prelazione al prezzo di 1.100.000 euro, entro 60 giorni dalla data di vendita». È pur vero che il caso è coinciso con le ferie estive, ha puntualizzato Bianchi, «tuttavia il sindaco ha preso contatto con la Fondazione Cariverona che si era dimostrata disponibile all'acquisto e alla ristrutturazione della villa, una volta che il Comune l'avesse fatta propria. Con una valutazione affrettata si è considerato che per l'acquisto della villa e la sua ristrutturazione ci sarebbe stato un onere considerevole, che la Fondazione Cariverona sarebbe stata comunque disponibile ad accollarsi se il Comune si fosse impegnato per l'utilizzo con un affitto annuale». A questo punto la maggioranza consiliare ritenne di non esercitare il diritto di prelazione, in quanto ritenuto troppo gravoso per il Comune e non compatibile con il programma degli investimenti in atto. Il gruppo consiliare di minoranza «Comunità Fumanese», precisando che pur non volendo attuare alcuna speculazione politica, ora ribadisce la sua posizione che differisce da quella dell'attuale amministrazione comunale. «Intanto si premette che su un tema di così grande importanza», continua Domenico Bianchi, «sarebbe stato opportuno coinvolgere anche i consiglieri di minoranza, sin da quando il problema è stato posto. Il nostro contributo sarebbe stato certamente dato ma la maggioranza si è ritenuta autosufficiente ritenendosi esclusivamente legittimata a decidere sulla possibilità di acquisto della villa». Il nostro gruppo avrebbe deciso comunque subito l'acquisto della villa, sottolinea Bianchi, «rimandando a tempi successivi, dopo una sufficiente riflessione, il suo utilizzo e la sua ristrutturazione. Si è persa una occasione storica. Le notizie che la villa era in vendita circolavano da anni, si parlava di prezzi certamente più elevati di quello indicato nell'atto di compravendita, quindi il diritto di prelazione si doveva esercitare. Un patrimonio storico di tale valore doveva essere messo a disposizione dei cittadini fumanesi. Le idee di utilizzo potevano essere molte, come una nuova sede municipale, ma anche sale di riunioni e di mostre, centro di attività culturali, turistiche e consortili, punto di rappresentanza di alcune attività economiche della Valpolicella, occasione per disegnare qualcosa di nuovo anche dal punto di visto urbanistico nel capoluogo». Con rammarico bisogna constatare, conclude Domenico Bianchi, «che si è persa una grande opportunità. Con ogni probabilità, forse, si presenterà qualche altra occasione. Sarebbe il caso di cominciare a parlarne, senza chiusure, mettendo in scena tutti gli attori scelti dagli elettori fumanesi, anche quelli di minoranza».
FUMANE. Troppo cara, persa la villa storica
Il Comune di Fumane non ha esercitato il diritto di prelazione per l'acquisto della villa Ravignani Bajetta, persa una opportunità storica. Il Comune aveva la possibilità di acquistare la villa al prezzo di 1.100.000 euro, ma la maggioranza consiliare ha ritenuto troppo gravoso per il Comune. Il gruppo consiliare di minoranza Comunità Fumanese ha ribadito la sua posizione di acquisto della villa e la sua ristrutturazione. Il sindaco ha preso contatto con la Fondazione Cariverona, che si è dimostrata disponibile all'acquisto e alla ristrutturazione della villa, ma la maggioranza ha deciso di non esercitare il diritto di prelazione.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo