Musei negati a Natale? Dopo anni di «porte aperte» potrebbe essere questa l'ultima novità del 2005. A cinque giorni dal 25 dicembre, infatti, ancora si brancola nel buio. O almeno così sostiene Nicola Spinosa, sovrintendente per il Polo museale: «Come ormai accade dal 2001 noi siamo pronti ad aprire i musei del Polo per consentire ai turisti di visitare tutte le sale espositive sia la mattina di Natale che nel pomeriggio di Capodanno. Finora non abbiamo ricevuto nessuna informazione da parte della Regione, in merito ai fondi che da cinque anni ci vengono erogati per pagare gli straordinari ai dipendenti del ministero per i Beni Culturali durante le festività». Dunque, proprio quest'anno, in cui il calendario culturale è più ricco che mai, con le recenti inaugurazioni al Madre e al Pan, i maggiori poli d'attrazione per l'arte contemporanea, con il «Quijote» di Mimmo Paladino a Capodimonte, con Domenico Morelli a Sant'Elmo e la mostra «Tang. La Cina prima dell'anno Mille» all'Archeologico i turisti italiani e stranieri, giunti o in arrivo a Napoli potrebbero restare a bocca asciutta. Ma dalla Regione arrivano notizie contrastanti. Secondo l'assessore al Turismo e ai Beni Culturali della Campania Marco Di Lello già dal 7 novembre è stata inviata sia al direttore regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Campania che ai Sovrintendenti per i Beni Architettonici e per il Paesaggio delle cinque province campane, del Polo Museale Napoletano, così come alle Sovrintendenze per i Beni Archeologici una lettera «per promuovere l'apertura straordinaria al pubblico dei complessi monumentali e dei parchi archeologici e monumentali della regione». Nella lettera sarebbe stato, sempre secondo la Regione, confermato il sostegno economico per il pagamento degli straordinari. «Da cinque anni - dice l'assessore Di Lello - ci prendiamo carico di pagare gli straordinari per consentire di tenere aperti musei e parchi archeologici e monumentali della Campania che rientrano nei "grandi attrattori culturali". Continueremo a farlo anche se ci piacerebbe che le risorse regionali fossero aggiuntive e non sostitutive. Se ci sono poi problemi - conclude l'assessore - per quanto riguarda l'ordinario siamo pronti a farcene carico anche quest'anno». Ma alcuni dei gioielli custoditi nei luoghi d'arte sempre più spesso restano chiusi a chiave non solo a Natale ma anche durante l'anno. «Colpa delle carenze nell'organico - precisa ancora Spinosa - da dieci anni abbiamo informato il ministero sul fatto che non c'è turn over per il personale che va in pensione o chiede il trasferimento. Per non parlare delle assenze per malattie o per ferie. Purtroppo la verità è che gli spazi espositivi sono raddopiati negli ultimi anni e l'organico si è drasticamente ridotto». Sulla stessa lunghezza d'onda anche i direttori dei musei del Polo. «A Capodimonte - dice la direttrice Mariella Utili - abbiamo 124 sale espositive e renderne fruibili il 70 con le carenze d'organico è davvero un'impresa». «Per la Floridiana la situazione è peggiore - incalza Luisa Ambrosio, direttrice del museo Duca di Martina - per tre piani espositivi, di cui uno è chiuso per ristrutturazione, e tante sale espositive abbiamo tra le 4 e 5 unità in servizio, se non si ammala nessuno».