Ministro Moratti, (ex) prefetto Ferrante, nella parte più preziosa di Brera, che è il cuore di Milano, la biblioteca Braidense deperisce di polvere e di umidità, mentre i vostri moderni quartieri generali si mettono in moto per registrare attese e volontà della metropoli. Libri sui quali si sono chinate generazioni non hanno voce né computer per chiamare un vostro numero verde o per battere un messaggio via Internet e farvi sapere che rischiano di morire di miseria, sfarinandosi pagina dopo pagina. Mancano perfino i soldi per spolverarli. Volumi antichi di mezzo millennio meritano l'investimento di quei 60mila euro che lo Stato tarda ad erogare. Si dovrebbe sempre avere al primo punto di ogni programma elettorale il buono stato di lettura di una collettività. Ponetelo anche voi questo impegno, al di là delle competenze: dove lo Stato non fa, può agire il Comune, anche la cultura ha le sue emergenze e le sue «devolution». Ma la realizzazione dei programmi, si sa, ha sempre tempi troppo lunghi. Nelle more una biblioteca perde la sua anima e i suoi disorientati frequentatori. Trovatela prima una soluzione. Fate una petizione bipartisan al ministero competente, le conoscenze non vi mancano. Oppure inventatevi uno sponsor. Altrimenti chiedete il solito euro a testa ai vostri fan, magari nel giorno delle primarie. La nuova Milano che le vostre campagne di candidati si preparano a disegnare non può umiliare i suoi libri e i suoi manoscritti più importanti. Smemorarsi della Braidense non è un buon segno. In ogni società del mondo il grado di sostanza civile si misura dalla cura dedicata alle sue biblioteche. Avveniva così anche in epoche imbarbarite. Chiunque di noi ha sottratto alla vita indaffarata almeno una mezza giornata spesa per una ricerca, ha rubato ai suoi affanni o alle sue banalità la pausa di una lettura fra i libri della Braidense, ricorda di aver rimesso puntuali all'ingresso di quelle sale le lancette del proprio orologio, allineandolo con quello della biblioteca. Spaccava il secondo, quasi a segnalare la puntualità di tutte le parole custodite e tramandate negli scaffali. Porta bene, Letizia Moratti e Bruno Ferrante, a inizio corsa, sincronizzare i vostri orologi con quello della Braidense. Prima che per indigenza burocratica anch'esso cominci a perdere colpi.