TORINO - L'Egizio al Palavela? Forse, ma soltanto per le grandi mostre. Sembra proprio che la ventilata ipotesi avanzata dal sindaco Sergio Chiamparino di trasformare, dopo le Olimpiadi invernali, la rinnovata struttura ridisegnata da Gae Aulenti in un ampliamento del Museo con una sorta di parco tematico, sia destinata a sfumare. Almeno per il momento. E' questa la "brutta" notizia che Alain Elkann, presidente della Fondazione Museo delle Antichità Egizie, ha dato al sindaco, in occasione della firma per il conferimento dei beni da parte dello Stato alla Fondazione. «Il museo avrà necessità di spazi soprattutto per grandi mostre - ha spiegato Elkann -. Quello del Palavela potrebbe essere un luogo ideale. In ogni caso al momento dobbiamo puntare sull'opportunità fornita dall'evento olimpico. Poi si vedrà». Dal canto suo il sindaco Chiamparino non demorde: «Diciamo che la città è disponibile a mettere a disposizione grandi spazi. Ma è ancora tutto da definire». Insomma per il momento i torinesi e i turisti per le Olimpiadi della Cultura, in occasione di Torino 2006, avranno a disposizione un Egizio molto più fruibile grazie al restauro delle vetrine e ai rinnovati pannelli informativi, oltre a tre mostre: "Riflessi di pietra", il nuovo allestimento proposto dallo scenografo Dante Ferretti, affiancato da "La vita quotidiana nell'antico Egitto", entrambe presenti nelle sale di via Accademia delle Scienze e "II papiro di Artemidoro" allestita a Palazzo Bricherasio. Il tutto è stato possibile con una spesa di 50 milioni di euro forniti da enti locali e Fondazioni. Il Museo, secondo al mondo dopo quello del Cairo, aspira ad essere riconosciuto come uno dei punti di riferimento culturali della nazione. E la strada sembra ormai in discesa, visto che ieri c'è stato il conferimento dei beni da parte dello Stato alla Fondazione. La cerimonia ufficiale è avvenuta in mattinata alla presenza del ministro ai Beni Culturali Rocco Buttiglione. E l'Egizio, primo in Itali, è stato affidato ad una fondazione privata, con un accordo che «vuol aprire la strada a un modello gestionale che permetterà allo Stato di unirsi ai privati per valorizzare il patrimonio artistico e culturale del Paese», ha sottolineato Buttiglione. La Fondazione Museo dell'Antichità Egizie, presieduta da Alain Elkann e costituita nel 2004, ha tra i soci fondatori la Regione Piemonte, la Provincia e la città di Torino, affiancate dalla Compagnia di San Paolo e la Fondazione Cassa di Risparmio di Torino. «Crediamo molto nello strumento della Fondazione e quello di Torino è una sorta di esperimento di collaborazione tra pubblico e privato - ha aggiunto il ministro -. Abbiamo in mente di proseguire su questo terreno e in Piemonte avverrà proprio con le residenze sabaude». Una proposta condivisa anche dalla presidente della Regione Mercedes Bresso, da quello della Provincia Antonio Saitta e dai vertici delle fondazioni bancarie. «Siamo molto orgogliosi di questo conferimento - ha detto Elkann -. Anche se è una grande responsabilità. Quello che ci rende particolarmente felici è la collaborazione che c'è stata tra tutti quanti, che ci ha permesso di ottenere questo importante risultato in tempi più che accettabili».