TORINO Ciò che da tempo era stato annunciato, è stato ieri ratificato: il Museo Egizio di Torino, seconda raccolta egittologica al mondo per numero di oggetti esposti (6.500 pezzi nelle vetrine, 26.500 quasi interamente inventariati nei magazzini), viene affidato a una Fondazione privata, appunto la Fondazione Museo delle Antichità Egizie di Torino. La cerimonia di conferimento della collezione si è svolta ieri mattina alla presenza del ministro dei Beni culturali Rocco Buttiglione, del Presidente della Fondazione stessa, Alain Elkann, e delle massime autorità politiche e scientifiche della città sabauda. Entusiasti e sostanzialmente favorevoli sono stati i commenti da parte dei promotori della storica iniziativa (è il primo Museo in Italia affidato a privati) e lo stesso Buttiglione ha salutato l'evento come «un'iniziativa, che rivela un grande accordo tra le istituzioni». Da ottimo padrone di casa, Elkann ha sottolineato «il grande gesto di fiducia che il Ministero ci accorda»: «entro la fine del prossimo mese di gennaio ha aggiunto contiamo di concludere i nuovi allestimenti. Il Museo egizio sarà anche e soprattutto un luogo di studio e di ricerca. Ricordiamo infatti che presso l'università di Torino è stata riaperta la cattedra di Egittologia» (affidata ad Alessandro Roccati, massimo egittologo italiano, ndr). Il prestigioso Museo, voluto agli inizi dell' '800 da Carlo Felice di Savoia, attrae appassionati da tutto il mondo (350.000 visitatori all' anno), grazie a reperti come la statua di Ramses II, ammirata a suo tempo anche da Champollion, o come papiri (su tutti, quello con esplicite scene erotiche), stele, sarcofagi e mummie. Ci sono inoltre vestigia uniche nel loro genere, tra cui il corredo inviolato dell'architetto Kha e della moglie Merit e le pitture della cappella di Maia, provenienti da Deir el Medina, vicino a Luxor. Sono esposti addirittura oggetti trovati nella tomba di Nefertari nella Valle delle regine e il naòs del faraone Sethi I dedicato al dio Sole Ra ad Eliopoli. La nuova Fondazione ha già espresso l'intenzione di ampliare gli spazi espositivi e di riordinare la collezione e magari di arricchirla con nuove acquisizioni, possibilmente 'in occasione di un evento di rilevanza mondiale quale le vicine Olimpiadi invernali. Conferma di tale politica di arricchimento della preziosa raccolta è la decisione di includervi l'importante papiro greco con parte di un' opera di Artemidoro di Efeso (I secolo a. C.), altrimenti non testimoniata e arricchita da un'antica cartina geografica e da esercizi di disegno di un'accademia dell'antichità. Il reperto, t acquistato presso un antiquario straniero grazie alla generosità della Fondazione per l'Arte della Compagnia di San Paolo, sarà presto esposto in una vetrina adeguatamente valorizzata del Museo torinese. Insomma la ratifica di ieri rappresenta una tappa basilare nel processo evolutivo, destinato a rendere partecipi istituzioni private al sostegno della ricerca scientifica, nel rispetto delle esigenze reciproche.