A pocp più di un anno dalla sua istituzione, la Fondazione Antichità Egizie ha ieri ricevuto in consegna dallo Stato il Museo. Una consegna ancora parziale quella sancita con una cerimonia con tanto di firme ufficiali che ha visti riuniti in una sala del palazzo dell'Accademia delle Scienze gremita da un pubblico da grandi occasioni il ministro per i beni culturali Rocco Buttiglione, il presidente della Fondazione Alain Elkann, il sindaco Sergio Chiamparino, i presidenti di Regione e Provincia Mercedes Bresso e Antonio Saitta, della Compagnia di San Paolo Franzo Grande Stevens e della Fondazione Crt Andrea Comba, oltre al direttore regionale per i Beni culturali Mario Turetta. «Oggi conferiamo solo i beni già catalogati, che assommano a 6500, gli altri 26mila verranno consegnati quando l'inventario sarà completo», ha affermato il ministro, prodigo di lodi per la collaborazione messa in atto a Torino tra pubblico e privato, che ha permesso la realizzazione di un'iniziativa unica in Italia. E' la prima volta infatti che un museo dello Stato viene gestito e valorizzato da una fondazione e questo "esperimento" potrebbe poi riguardare altri beni come, in Piemonte, le Residenze sabaude e in Campania, la Reggia di Casetta. E' un museo già in parte recuperato e ripulito quello che si è visto ieri, con le sale imbiancate, le vetrine storiche restaurate, una parte delle didascalie già riscritte in due lingue: per questi primi interventi sono stati spesi 450mila euro dalla Compagnia di San Paolo e 350mila dal Ministero. Poca cosa rispetto ai 50milioni di euro stanziati (di cui la metà ancora dalla Compagnia) per quello che sarà il grande progetto per un Egizio raddoppiato negli spazi ora occupati dalla Sabauda, per arrivare al quale verrà bandito un concorso internazionale. Ma intanto ci si presenterà alle Olimpiadi con uno dei gioielli della città rimesso all'onor del mondo: proprio in vista dei Giochi, verrà completato per fine gennaio l'apparato informativo, si inaugureranno due mostre - una in sede, dedicata alla "Vita quotidiana nell'antico Egitto" e una nel vicino Palazzo Bricherasio, dedicata al "Papiro di Artemidoro", importante reperto dell'età ellenistica entrato nelle collezioni del museo - e si aprirà il nuovo Statuario con l'allestimento dello scenografo premio Oscar Dante Ferretti. «Sento il piacere e il grande onore di questa responsabilità che ci viene affidata e anche il dovere di riuscire in questa missione. Torino e il Piemonte hanno dimostrato eleganza e fair play" ha detto Elkann, profondendosi in ringraziamenti infiniti a tutti coloro che - dal mondo della politica e delle istituzioni alla cultura, tra questi la soprintendente Marina Sapelli Ragni e la direttrice Eleni Vassilika - hanno permesso un'impresa che «trasformerà un museo storico in un museo moderno, per cui non si sentirà solo più parlare delle altre città come mete di turismo culturale, avremo infatti anche noi il nostro Colosseo». Chiamparino ha espresso grande soddisfazione, definendo il conferimento «un tassello fondamentale e strategico per permettere un salto qualitativo nel ruolo delle politiche culturali torinesi». «Ci sentiamo sostenuti dal governo nel momento in cui affrontiamo per primi un compito così importante» ha detto il sindaco, ribadendo l'intenzione di mettere a disposizione della Fondazione eventuali spazi della città. «Penso al Palavela, che potrebbe rivelarsi il luogo ideale per grandi mostre o percorsi multimediali: dopo le Olimpiadi ci troveremo intorno a un tavolo, per verificare soprattutto i costi di gestione e manutenzione di un simile progetto».